fogliolina Liquore al cioccolato

Forse é meglio non prepararlo altrimenti diventa una tentazione troppo forte….vi ho avvertito.

Ne avevo confezionato  quasi due litri prima di Natale per fare dei regalini e invece, non so perché , ce l’ho ancora tutto io. É che é talmente buono che mi spiace separarmene. E allora ogni sera inizia la lotta tra la voglia di assaggiare questo cicchetto e la forza di volontà nel resistervi.

É molto facile da preparare e credo sia impossibile sbagliare, forse potreste trovare qualche grumo nella cioccolata ma nel caso si rimedia subito con un frullatore ad immersione .

Prima seguivo una ricetta  di un’amica ma dovevo sempre allungarlo alla fine perché troppo denso. Questa volta ho invece cambiato un po’ le dosi per avere un liquore piuttosto amaro e “fortino”.

L’inverno non é ancora finito, volete cimentarvi anche voi?

 

Con queste dosi si preparano quasi 2 lt di liquore

 

1 l di latte ( io ho usato quello senza lattosio)

200 gr di cacao amaro

650 gr di zucchero

300 gr di alcool alimentare puro

 

Intiepidire il latte in un pentola abbastanza capiente ( meglio se antiaderente) , poi aggiungere lo zucchero e mescolare per farlo sciogliere bene.

A questo punto versare il cacao in polvere con un setaccio, sempre continuando a mescolare facendo attenzione ad eventuali grumi.

Continuare a cuocere tenendo la fiamma bassa e senza fa raggiungere  il bollore per circa mezzora, mescolando frequentemente.

Lasciare raffreddare il latte al cioccolato poi unire l’alcool. Mescolare qualche minuto per rendere la crema omogenea.

Imbottigliare e richiudere bene. Lasciare riposare in frigo 2-3 settimane prima di consumarlo, e ricordarsi di sbatterlo bene prima di servire poiché la parte alcolica tende a separarsi dalla parte cremosa. Servito freddo di frigo il liquore é piuttosto denso, come se fosse una cioccolata alcolica fredda. A temperatura ambiente diventa più fluido.

fogliolina Granola salata e speziata

Una versione salata e speziata della classica granola dolce. Volevo qualcosa che insaporisse le vellutate che preparo spesso la sera senza ricorrere ai soliti crostini, soprattutto per quelle dal sapore più delicato come le vellutate alla zucca o alle patate o zucchine. Rispetto alle ricette che si trovano in rete l’ho anche ulteriormente insaporita con un mix di spezie, per me curry e paprika, ma ognuno può trovare la propria miscela con un grado di piccantezza più o meno accentuato a seconda dei propri gusti. Con queste dosi si ottiene una granola di gusto speziato medio/leggero ma anche in questo caso è difficile essere oggettivi. Le dosi le ho calcolate in cucchiai perché all’ultimo mi sono accorta che non funzionava la bilancia, del resto per le piccole quantità forse è più comodo così.

Lasciando le noci, i pistacchi e i fiocchi interi invece di spezzettarli come nella ricetta, si può anche servire come aperitivo.

Confezionata in barattoli di vetro carini può anche diventare un simpatico food gift da regalare agli amici più golosi.

per un vasetto di circa 500 ml

 

10 cucchiai di fiocchi di cereali misti non zuccherati

1 cucchiaio di semi di lino

1 cucchiaio di semi sesamo bianco  e 1 c. di sesamo nero

1 cucchiaio di semi girasole

1 cucchiaio raso di semi di papavero

2 cucchiaio di noci sgusciate

1 cucchiaio di pistacchi sgusciati

1 cucchiaino raso di origano secco

1 cucchiaino raso di rosmarino secco in polvere

Sale e pepe qb

curry e paprika forte ( 1 cucchiaino raso in totale)

2 cucchiaini di tahina

1 cucchiaino di miele

2 cucchiai olio evo

In una ciotola capiente unire tutti gli ingredienti secchi, comprese le spezie, dopo aver spezzettato grossolanamente sia i fiocchi di cereali che pistacchi e noci. Mescolare bene, assaggiare ed eventualmente aggiustare di sale o spezie. Aggiungere anche la tahina, il miele e l’olio e mescolare ancora per distribuirli uniformemente su  tutti gli ingredienti.

Accendere il forno a 18 gradi ( 16 gradi se ventilato).

Distribuire il composto uniformemente su una teglia rettangolare rivestita di carta forno. Infornare in forno già a temperatura e lasciar cuocere per una ventina di minuti finché la granola è diventata croccante. Togliere dal forno e lasciarla raffreddare.

Trasferirla in un barattolo di vetro dove si può conservare per due o tre settimane.

 

fogliolina Homemade granola gluten free

“Ma dove vai se la granola non ti fai ?”…ecco, sembra infatti che tutte le food blogger abbiano la propria ricetta di granola ormai pubblicata da tempo. Chissà perché ho aspettato tanto a prepararne una anch’io, forse perché la mattina non faccio classiche colazioni a base di yogurt o latte con cui questo mix si sposa a meraviglia? Eppure la mia dispensa pullula di semi oleosi, frutta secca o disidratata e chi più ne ha più ne metta…

E proprio per quest’ultimo motivo mi sono decisa a provare la mia ricetta, perché infatti non esistono dosi precise di questa bontà, che io e mio marito sgranocchiamo così com’ é piluccando dierttamente dal barattolo. E’ per così dire una di quelle ricette aperte a mille interpretazioni. La base è un mix di fiocchi d’avena o altri cereali, semi oleosi, frutta disisdratata, miele..tostati in forno, ma esistono anche versioni gluten free quindi senza cereali come quella che ho preparato io ( non per una scelta radicale ma per diminuire un po’ le quantità ingerite giornalmente di cereali).

In pratica, semplificando molto, si potrebbero usare queste proporzioni.

4 parti di un mix di semi oleosi ( nocciole, noci, mandorle, anacardi..)

1 parte di un mix di semi tipo lino, sesamo, girasole…

1,5 parti di frutta disidratata ( uvetta, mirtilli rossi, albicocche…)

4 cucchiai di olio di cocco o di semi

3 cucchiai di miele o altro dolcificante

1 cucchiaino di estratto di vaniglia, 1 cucchiaino scarso di cannella, pizzico di sale

Per una versione completa di cereali aggiungere anche 4 parti di fiochi d’avena o altro cereale + altri due cucchiai di miele + 2 cucchiai di olio

Ps per la mia versione sotto ho preso spunto dal blog Il cavoletto di Bruxelles” che ringrazio.

 

Per 2 o 3 vasetti da 250 ml circa

 

100 gr anacardi

60 gr mandorle spellate

70 gr nocciole spellate

60 gr mix già pronto di semini non salati

80/90 gr di mix di uvetta,  bucce arancia candita, qualche dattero, albicocche disidratate

1 albume d’uovo

2 cucchiai d’acqua

3 cucchiai di olio di riso

2 cucchiai di miele ai frutti di bosco

1/2 cucchiaino estratto di vaniglia e 1/2 di cannella in polvere

 

Frullare velocemente i semi oleosi senza tritarla troppo ma lasciando dei pezzi grossolani.

Tagliare a dadini la frutta disidratata più grande ma lasciare intera l’uvetta.

Intanto scaldare il forno a 150°

In un recipiente piuttosto capiente sbattere l’albume finché diventa un po’ spumoso poi aggiungere l’acqua , la cannella, la vaniglia, il miele e l’olio e mescolare bene. Versare poi tutti gli altri ingredienti nella ciotola rigirandoli bene per far aderire la miscela di olio, miele e albume..

Distribuire il composto uniformemente sulla teglia rivestita di carta forno. Questa quantità serve per coprire tutto il fondo di una teglia rettangolare, raddoppiando gli ingredienti serviranno due infornate.

Far cuocere per circa 20 minuti poi mescolare bene la granola e infornarla nuovamente per altri 5 o 10 minuti finché è diventata croccante e dorata.

Una volta fredda si conserva in vasetti di vetro a chiusura ermetica anche per un mese

fogliolina Pesto alla zucca, cipolle di Montoro e curry

La zucca mi piace così tanto che mi invento ogni volta qualcosa di diverso per poterla mettere in tavola. Ormai la stagione é finita e devo far posto in frigo a verdure più primaverili come asparagi, agretti e via dicendo. Per l’ultimo pezzetto di questo ortaggio dallo splendido colore mi sono allora inventata un pesto ( o salsa che dir si voglia) adatto sia per condire una pasta che dei crostini. Per esaltarne il sapore l’ho insaporito con una punta di curry, come faccio spesso anche nelle vellutate, così da bilanciare il gusto un po’ dolce della zucca. Ho aggiunto anche della cipolla di Montoro, dal gusto dolce e aromatico, coltivata da secoli nel Montorese, tra Napoli e Avellino.

Se a qualcuno non piacesse il curry nulla vieta di aggiungere al posto di questa spezia altri “aromi”, come ad esempio una manciata di capperi dissalati. Ognuno trovi la sua formula, come in ogni pesto che si comandi…

Questo comunque per me è molto buono e l’ho usato sia per condire dei gnocchetti agli spinaci, che delle pennette al farro.

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fogliolina Rumtopf di fragoline e lamponi

Mi ricordo i grandi vasi di rumtopf che mia zia trentina preparava durante tutta l’estate, ricchi di frutta di stagione rigorosamente locale, che venivano aperti e assaporati durante la stagione fredda.

Molto diffuso nei paesi nordici che difettano di grandi varietà di frutta in inverno, questo metodo di conservazione consente di poter prolungare i sapori estivi mettendo da parte la frutta a polpa ( ciliegie , albiccche, prugne, pesche, uva, frutti di bosco…) che mano mano matura alternandola a zucchero e rum in uno speciale recipiente in gres che si chiama rumpot.

Non é necessario avere uno di questi “orci”, basta anche un vaso di vetro come quello che ho utilizzato io questa volta. L’importante è conservare il rumptof in un luogo buio finché la macerazione é pronta, circa 1 mese da quando si é aggiunto l’ultimo strato di frutta o da quando si sono inseriti gli ingredienti tutti insieme, come ho fatto in questa ricetta alle fragoline e lamponi.

Messo in un recipiente di vetro un po’ particolare può essere anche un’idea regalo per gli amici, sempre che una volta aperto il vaso resistiate alla tentazione di finirlo tutto.

 

 

per un vaso da 500 ml

400 gr circa tra fragoline di bosco e lamponi bio

150 ml di rum o quanto basta a coprire completamente la frutta

180 gr ca di zucchero di canna

 

Lavare delicatamente la frutta e farla asciugare. Disporla a strati nel barattolo alternandola a zucchero e rum fino ad arrivare ad 1 cm dal bordo. Il rum deve coprire completamente la frutta quindi fare attenzione anche ai giorni successivi ed eventualmente aggiungerne un poco.

Tenere il vaso al buio per almeno 1 mese capovolgendolo ogni tanto delicatamente per mescolare gli ingredienti. Si può anche far riposare più a lungo ottenendo in questo caso un sapore più forte

fogliolina Confettura di fichi d’india

Non sono stata in Sicilia ( purtroppo) ma alla Lidl si, ed è per questo che mi sono portata a casa una cassetta di fichi d’india ad un prezzo speciale. Metti anche che sul web vedevo girare ricette di confetture preparate con questo frutto così mediterraneo e…. anche se la voglia di mettermi ai fornelli era scarsina, ecco la confettura!

Questo frutto non è tra i più semplici da maneggiare e pulire si sa, quindi prima di tutto bisogna essere sicuri di avere in casa dei guanti usa e getta altrimenti qualche sottilissima spina, che c’è sempre anche su quelli venduti al mercato e già puliti,  può diventare molto fastidiosa. Poi bisogna munirsi anche di fogli di carta su cui lavorare sempre per le noiosissime spine che non devono spargersi sulle superfici di lavoro della cucina. E poi…buon lavoro.

ps. …dimenticavo! Dovete avere anche a disposizione un passaverdura

confettura di fichi d'india

per 3 vasetti da 125 cl

 

2 kg di fichi d’india ca

400 gr di zucchero ( io ho usato quello di canna)

1 limone e mezzo

una punta di cannella in polvere

 

Per prima cosa lavare, far asciugare e sbucciare i fichi d’india con le mani protette da guanti e il tavolo coperto da fogli di carta. Tagliarli a pezzetti e metterli a cuocere a fiamma media con due o tre cucchiai d’acqua finché non  si disfano. Lasciar raffreddare poi passare il tutto al passa verdure per eliminare completamente i semini.

La polpa ottenuta ( a me ne è rimasta circa 800 gr)  va rimessa in una pentola antiaderente insieme allo zucchero, al succo di un limone e mezzo e a una punta di cannella, o di più a seconda dei gusti.

Far cuocere ( sobbollire) a fuoco medio per 45 minuti circa o comunque finché la confettura non si è sufficientemente addensata. Versare ancora calda nei vasetti ben sterilizzati, coprirli e capovolgerli per creare il vuoto.

fogliolina Ciliege sotto spirito

E’ la stagione giusta per preparare le ciliege da offrire agli amici durante l’inverno, anzi bisogna affrettarsi perché questo magnifico  frutto che è per me l’essenza dell’estate sta finendo. Ho seguito una ricetta che mi pare d’aver trovato sul sito Ricette di cucina del Corriere lo scorso anno . In questa versione, si può anche bere il liquore in cui sono macerate le ciliege visto che non è eccessivamente alcolico.

ciliege sotto spirito

1 kg duroni di Vignola

350 ml alcool alimentare 95°

700 ml acqua

200 gr zucchero

1 pezzetto di cannella ( circa 6 cm)

 

Versare lo zucchero nell’acqua e lasciar cuocere a fuoco medio finché si è del tutto sciolto.

Nel frattempo sciacquare e asciugare bene le ciliegie , accorciando leggermente il picciolo.

Versare le ciliegie in vaso capiente di vetro a chiusura ermetica, aggiungere l’alcool, il pezzetto di cannella e lo sciroppo di acqua e zucchero raffreddato.

Chiudere ermeticamente e lasciar riposare per almeno 40 giorni, mescolando di tanto in tanto.

Versare le ciliege e il loro liquore  in vasetti più piccoli e comodi da servire o da regalare

 

 

 

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fogliolina Crema di limoncello

Ci sono poche cose da dire….è il liquore che mi riesce meglio e quello che ha più successo tra gli amici. Lo preparo appena mi arrivano i limoni dalla Sicilia a fine inverno anche se so che andrebbero utilizzati quelli di Sorrento. In ogni caso devono essere bio visto che si utilizza solo la parte esterna della buccia!

Ps. Nella ricetta originale che riporto qui ( e di cui non ricordo proprio la provenienza) , si prevede il latte intero. Io invece preferisco quello ad alta digeribilità.

crema di limoncello

 

5 limoni non trattati

1/2 litro d’alcol puro alimentare

1/2 kg di zucchero semolato

1/2 bacca di vaniglia

1 litro di latte fresco intero ( io uso quello ad alta digeribilità)

 

Preparazione:

Lavare e sbucciare i limoni prelevando solo la parte esterna gialla ( non il bianco che è amaro).

Versare in un vaso ermetico di vetro molto capiente l’alcool e le bucce di limone, chiudere e far macerare il composto per 30 giorni, in un luogo buio e asciutto.

Trascorso il tempo di macerazione, filtrare il liquido che avrà preso il profumo del limone e metterlo da parte.

In una pentola versare il latte e la polpa della bacca di vaniglia e portare a bollore. Versare lo zucchero, mescolare per 1 minuto, poi spegnere il fuoco e lasciar raffreddare. Quando il latte è ben freddo unirlo all’alcol, mescolare e versare la crema ottenuta nelle bottiglie che vanno poi tenute in frigo.

Volendo si può conservarne una in freezer fino al momento di servire. Agitare bene il limoncello prima di versarlo nei bicchieri

 

fogliolina Marmellata di kumquat o mandarino cinese

Da noi il mandarino cinese ( Fortunella japonica) o kumquat è coltivato soprattutto come pianta ornamentale ma in Asia il suo frutto piccolo e allungato, di colore arancio e dalla buccia liscia, è comunemente utilizzato a tavola.

A me piacciono molto entrambi, sia la pianta che come tutti gli agrumi ci rallegra nella stagione fredda, sia il frutto acidulo e molto profumato che mi piace mangiare fresco  con lo stesso entusiasmo con cui si assaggiano le olive ad un aperitivo.

Una mia amica pochi giorni fa mi ha fatto assaggiare la marmellata di kumquat preparata da lei e non ho saputo resistere alla tentazione di cimentarmi anch’io, pur sapendo a cosa stavo andavo incontro. La preparazione infatti  è piuttosto lunga e noiosa perché bisogna togliere tutti i semi prima della cottura ( e non sapete quanti ce ne sono) ma il risultato vale lo sforzo, ve lo assicuro. A patto comunque che vi piacciano le marmellate asprigne! Io non ho reso omogenea la consistenza perché mi piace sentire all’assaggio i pezzetti di frutto, in caso contrario si può frullare la marmellata  a circa 5/10 minuti dalla fine con l’apposito frullatore a immersione.

 

marmellata di kumquat o mandarini cinesi

 

per 4 vasetti da 125 ml ca

1 kg di kumquat

500 gr di zucchero

2 cucchiai di bicarbonato

 

Prima di preparare la marmellata bisogna mettere a mollo i kumquat in acqua per qualche ora. Io ho pensato di utilizzare l’acqua calda che esce dal rubinetto ( intorno ai 40/45°) e di aggiungere nella bacinella molto capiente anche un paio di cucchiai di bicarbonato in modo da lavare bene i frutti e togliere ogni residuo di sporco. Dopo circa tre o quattro ore ho anche spazzolato leggermente la buccia con uno spazzolino pulito e li ho sciacquati e asciugati.

Ora viene la parte più lunga e noiosa: tagliare a metà i frutti e togliere pazientemente i semini tenendoli da parte. Io ci ho messo una mezz’ora abbondante. Da ogni metà ricavare infine tante fettine piuttosto sottili e metterle a cuocere in una casseruola antiaderente insieme allo zucchero tenendo la fiamma a potenza medio bassa. Chiudere i semini tenuti da parte in una garza e metterli a cuocere insieme al resto, serviranno a produrre più pectina. Io mi sono accorta di non avere in casa una garza pulita quindi ho racchiuso i semi negli infusori d’acciaio per il tè.

Controllare la cottura mescolando di tanto in tanto, la marmellata deve solo sobbollire delicatamente. Dopo circa 30/40 minuti dovrebbe essere pronta…non ho fatto la prova piattino perché lasciando le fettine intere queste non si amalgamano bene al sughetto che si forma. Una volta invasata però la consistenza diventa più solida. Nulla vieta, a tre quarti della cottura, di frullare il tutto per una consistenza più omogenea. A me però piace molto sentire i pezzi di frutta sotto ai denti, soprattutto nel caso degli agrumi in cui la buccia rimane sempre un po’ tenace.

Alla fine invasare la marmellata calda nei vasetti sterilizzati e asciutti. Coprire e capovolgere finché si sono raffreddati formando il vuoto.

 

 

fogliolina Cavolo rosso sott’aceto

Preziosa ricetta per conservare e dare nuova veste al cavolo viola ( Brassica olearacea var. capitata f.rubra), che già mi piace molto anche nudo e crudo oppure velocemente spadellato con olio, sale e un goccio di balsamico .Questo conservato sott’aceto in agrodolce l’ho assaggiato ad uno dei numerosi banchetti food che hanno anticipato e animato a Milano l’apertura di Expo lo scorso anno. Era venduto in barattolo dalla piccola azienda artigianale  Cà di Mori, nata dall’iniziativa imprenditoriale di due amiche con la passione per conserve, marmellate, gelatine…tutto ciò che in pratica si può conservare in barattolo.Federica Giacobino e Katia Tapella  hanno anche pensato bene di raccogliere e diffondere le loro ricette in un simpatico libricino di cui porto in calce il titolo con il sito a cui eventualmente richiederlo direttamente.

Tornando alla ricetta, che ho leggermente modificato rispetto alle dosi riportate nel piccolo manuale, devo dire che mi ha regalato un cavolo profumato dal sapore lievemente agrodolce, utilissimo per arricchire (anche di colore) le insalate invernali, dei sandwich o degli antipasti misti. Provare per credere

cavolo rosso sott'aceto

 

1 kg cavolo cappuccio viola
350 ml aceto bianco
350 ml aceto mele
250ml acqua
15/20 bacche di ginepro
15/20 bacche di pepe misto
1 cucchiaino di bacche di coriandolo
3 cucchiai di zucchero di canna
50 gr sale grosso

Affettare sottilmente il cavolo dopo averlo lavato e asciugato. Metterlo in una ciotola e cospargerlo di sale, mescolare e coprire. Lasciar riposare per una notte circa
Nel frattempo far bollire i due aceti, l’acqua, lo zucchero e le spezie x circa 5 minuti. Lasciar poi raffreddare

Sciacquare il cavolo sotto l’acqua fresca per togliere il sale , poi asciugarlo con un canovaccio. Distribuirlo nei barattoli di vetro sterilizzati e coprirlo bene con l’aceto aromatizzato e raffreddato.

Mettere i tappi e conservare almeno un mese prima del consumo

Ps: Questa ricetta, con qualche variante apportata, è stata presa da “Confetture gelatine e conserve di verdura” di Federica Giacobino e Katia Tapella. www.cadimori.com

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