fogliolina “Crostata” di cavolfiore alle verdure di stagione

C’è chi la chiama pizza, chi flatbread, chi altro ancora ma ormai questa base gluten free che non utilizza cereali ( solitamente è a base di cavolfiore) è diventata molto diffusa nel mondo della cucina vegetariana e vegana.

Io qui la chiamo crostata, ma potrei definirla anche “sbriciolata” o “sbrisolona” proprio per la sua consistenza poco compatta. Comunque, al di la’ delle definizioni, avevo proprio bisogno di preparare un piatto completo e gustoso, anche alla vista, per non far rimpiangere troppo la classica pizza al marito che per un periodo ( spero non troppo lungo) deve evitare i cereali. In questa stagione poi le verdure esposte al mercato fanno a gara per essere scelte, una più colorata dell’altra, quindi ecco qui la mia versione di “crostata” gluten free alle verdure primaverili

per una teglia di cm 25 x 35 ca

 

per la “crostata”:

600 gr di cavolfiore

1 cucchiaio abbondante di farina di riso

1 albume d’uovo

2 cucchiai di parmigiano grattato

sale, pepe, noce moscata qb

 

Per il topping di verdure:

10 zucchine piccole col loro fiore attaccato

1 o 2 carote viola

8/10 asparagi

2 manciate di fave già sgusciate

1 cipollotto di Tropea

 

Lavare il cavolfiore, asciugarlo e dividerlo in cimette. Frullarle in un robot da cucina fino ad avere una consistenza che ricorda il cous cous. Salare, pepare e aggiungere della noce moscata a seconda dei propri gusti. Versare l’albume e mescolare bene. Aggiungere anche il formaggio grattato e la farina di riso amalgamandoli bene al composto.

Rivestire una teglia rettangolare con carta forno, spennellarla con un cucchiaio d’olio e distribuire l’impasto di cavolfiore dandogli una forma rettangolare

Accendere il forno a 180° se ventilato e a 200° se statico.

Nel frattempo preparare le verdure: aprire i fiori di zucca e dividerli a metà dopo aver tolto gli stami interni, lavare le zucchine e le carote e tagliarle a fette sottili per il lungo con la mandolina. Tagliare i cipollotti a rondelle e metterli a bagno in acqua per circa mezz’ora, poi scolarli e tenerli da parte. Pulire gli asparagi , togliere la parte dura del gambo e tagliare anche loro per il lungo sottilmente. Sbollentare le fave per pochi minuti e togliere la pellicina .

Versare tutte le verdure in una ciotola e condirle con due o tre cucchiai d’olio, il sale , un pizzico di pepe e/o di peperoncino. Mescolare bene e tenere da parte

Infornare la teglia con l’impasto in forno già caldo e cuocere per circa 15 minuti .

Togliere la teglia e distribuire il mix di verdure sulla “crostata”. Infornare nuovamente e finire la cottura per altri 15/20 minuti.

 

fogliolina Paris brest salato allo speck e crema di formaggio

Non mi sono mai cimentata con il classico Paris brest farcito di crema e panna, dolce sicuramente buonissimo ed elegante, mentre da un po’mi intrigava  la sua versione salata che avrei voluto offrire come aperitivo durante le feste natalizie. Un invito a cena di amici, qualche sera fa, mi ha dato l’occasione di provare questo Paris brest allo speck e crema di robiola che ho un po’ “agghindato” a festa.

Il Paris brest non è altro che un ciambellone di pasta choux, quella dei bignet, e gli accorgimenti per prepararlo sono gli stessi, sia per quanto riguarda l’impasto che la cottura. Seguite le opportune “norme” tecniche non è quindi difficile da fare. L’importante è capire a che temperatura impostare il forno, ognuno ha il suo e dovrebbe conoscerne vizi e virtù per non sbagliare. Io ad esempio ho voluto seguire le indicazioni di un’altra ricetta e ho impostato una temperatura troppo alta così il mio ciambellone si è dorato troppo in fretta senza cuocere bene all’interno. Avrei dovuto fidarmi della mia ricetta di bignet che di solito non mi delude quindi  vi indicherò quella, ma ognuno si regoli come ho anticipato.

La farcitura ovviamente può variare, ottima dovrebbe essere quella a base di salmone affumicato, creme fraiche e aneto oppure robiola allo zenzero ed erbette…sperimentate, sperimentate!

Questo non è venuto perfetto come si può vedere, per i problemi di cottura spiegati prima, ma il sapore è stato veramente apprezzato.

per un paris brest di 24 cm di diametro

 

120 gr acqua

60 gr burro di ottima qualità

70 gr farina 00

2 uova x l’impasto e 1 per la decorazione

Semi papavero

1 confezione 200 gr formaggio spalmabile tipo robiola

1 busta 100 gr di speck

Erba cipollina e finocchietto tritati qb

1/2 cetriolo

Sale qb

 

In una piccolo recipiente antiaderente portare a bollore l’acqua con il burro e un pizzico di sale. Quando il burro si è sciolto, togliere dal fuoco e aggiungere la farina setacciata tutta in una volta mescolando bene con una frusta. Rimettere sul fuoco e continuare a mescolare con un cucchiaio di legno finché l’impasto ( pasta choux) si è asciugato e si stacca dalle pareti del recipiente. Far raffreddare e poi aggiungere le uova ( una alla volta , la seconda quando la prima è stata completamente assorbita ) incorporandole con una frusta elettrica finché l’impasto è diventato omogeneo e si stacca dalle fruste a pezzi interi.

Disegnare a matita  su carta forno un cerchio di 24 cm di diametro circa e un altro interno di 10/12 cm, sistemare il foglio di carta forno col disegno rivolto verso il basso su una teglia. Versare la pasta choux in un sac à poche e distribuire l’impasto seguendo la circonferenza disegnata a cerchi concentrici fino a formare la “ciambella” col buco in mezzo.
Spennellare con l’uovo sbattuto e distribuire i semi di papavero.
Infornare in forno ventilato già portato alla temperatura di 180 gradi per 25/30 minuti o comunque finché la superficie si è dorata.
Una volta cotto tenerlo nel forno spento ma leggermente aperto per una decina di minuti .

Preparare la crema di formaggio mescolando le erbette, sale e pepe alla robiola. Grattugiare il cetriolo a cui è stata tolta la buccia e aggiungerlo al formaggio dopo averlo strizzato bene per eliminare l’eccesso d’acqua.

Poco prima di servirlo tagliare a metà il paris brest e farcirlo con la crema di robiola e lo speck

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fogliolina Frollini vegani ai semi di papavero e fleur de sel

L’altro giorno alla Unes mi hanno fatto assaggiare un nuovo prodotto a base d’olio extravergine  d’oliva che si presenta e si conserva come il burro ( anzi come consistenza ricorda più la margarina) . Si chiama Reolì e me l’hanno proposto spalmato su un cracker. Il sapore non era male e pensando che potesse essere utile soprattutto nella preparazione delle frolle o brisé salate l’ho acquistato. Dopo pochi giorni ho provato a fare questi frollini saporiti dove il retrogusto d’olio d’oliva si sente leggermente.  Non riesco ad immaginare quindi se possa essere adatto per le torte o altri dessert dove preferisco usare l’olio di riso che non ha sapore, ma magari proverò..

Intanto questi mi sembrano buoni …il problema adesso è non finirli troppo in fretta!

Ps la foto però è venuta veramente male, sorry

 

per 50 frollini ca

 

100 gr farina di enkir o di farro semintegrale

100 gr di burro d’olio

1 o 2 cucchiai di farina di mandorle

1 o 2 cucchiai di acqua fredda

sale fino, pepe e/o paprika qb

fleur de sel per la finitura qb

semi di papavero per la finitura qb

Per una versione non vegana si può aggiungere un cucchiaio di parmigiano grattugiato

 

In una ciotola versare le due farine e il burro freddo a pezzettini, salare e aggiungere alte spezie a piacere e mescolare delicatamente gli ingredienti con la punta delle dita fino ad avere una consistenza a briciole. A questo punto aggiungere l’acqua poco per volta finché l’impasto forma una palla compatta e liscia come per la frolla normale.

Coprire con la pellicola e tenere in frigo per circa un’ora.

Quando la frolla si è raffreddata, dividerla a metà e stendere ogni pezzo con un matterello tra due fogli di carta forno ( la metà che avanza è meglio conservarla in frigo fino all’ infornata successiva).

Nel frattempo portare il forno statico alla temperatura di 160°.

Con delle formine ricavare i biscotti e stenderli su un teglia rivestita di carta forno. Distribuire su ognuno un po’ di fleur de sel e i semi di papavero.

Infornare in forno già caldo e cuocere circa per 15 minuti ( o leggermente più o meno a seconda del forno) finché si sono dorati leggermente.

Questa frolla è adatta anche per preparare delle basi per canapè da riempire a piacere una volta fredde.

I biscotti salati si conservano per qualche giorno in una scatola di latta

 

fogliolina Cracker integrali ai semi

Ho trovato la ricetta su Pinterest ( aiuto, Pinterest crea dipendenza!) che rimandava al sito di Monique, di “Miel e Ricotta” e ho subito provato a rifarli perché semplici e sani, oltre ad essere un’ottima scusa per finire un po’ di scorte di semini prima delle vacanze. Ho un po’ cambiato  le proporzioni tra gli ingredienti ma sono venuti belli croccanti e friabili quindi significa che ognuno può fare piccoli cambiamenti senza fare danno. L’aspetto più importante da curare è la cottura che deve essere fatta a temperatura non troppo alta e per un tempo prolungato per dar modo all’impasto di asciugarsi bene senza bruciare. Essendo all’acqua sono anche molto leggeri e dietetici.

per 2 teglie di cracker

60 gr di farina integrale di farro

60 gr di farina di Enkir

60 gr di semi vari ( lino,girasole, sesamo, papavero…)

15 ml di olio di sesamo ( o altro olio di semi)

15 ml di olio e.v.o

un pizzico di sale  e pepe

60 ml di acqua calda

olio qb per spennellare la carta forno

 

Portare il forno a 150°.

In una ciotola mescolare le farine , sale e pepe ( volendo aggiungere altre spezie a piacere ), i semi e i due oli. Versare l’acqua calda e impastare per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Non importa se l’impasto rimane appiccicoso.

Tagliare due rettangoli di carta forno a misura della teglia e spennellarli con un po’ d’olio. Prelevare metà dell’impasto e appiattirlo tra i due fogli di carta forno con le facce oleate verso l’interno. Con l’aiuto di un mattarello stenderlo bene in un unico strato finché diventa molto sottile in modo uniforme.  Togliere il foglio superiore e infornare per circa 45/50 minuti. Dato che ogni forno è diverso dall’altro, la prova che la sfoglia di cracker è arrivata a cottura si ottiene sollevandola delicatamente: se si può fare senza che si pieghi vuol dire che è pronta perché tutta l’umidità è evaporata. Togliere allora dal forno e una volta raffreddata spezzare in pezzetti più piccoli.

Procedere quindi nello stesso modo con la seconda infornata.

Se ce la fate a non finirli nel giro di un giorno, come sta succedendo a me, potete conservarli in una scatola di latta

 

 

fogliolina Grissini gluten free alle spezie

Mi piace utilizzare tutti i tipi di farine, di cereali e non, e avendo appena acquistato il libro ” Pane con semi e farine salutari” ( di Cecile Decaux e Florence Solsona, ed. Red) ho voluto provare la ricetta dei grissini gluten free alle spezie. Inutile dire che ho un po’ modificato la ricetta originale perché sprovvista di qualche ingrediente che ho sostituito, come la maizena al posto della fecola di patate, o che ho omesso del tutto come la gomma di guar che funziona da stabilizzante e collante per l’impasto.

In ogni caso i grissini mi sono piaciuti molto, anche perché speziati ( e qui ognuno si può sbizzarrire in base ai propri gusti), croccanti e leggeri. L’impasto l’ho cotto in due tempi perché abbondante e la seconda parte l’ho conservata in frigo fino al giorno dopo con un risultato ancora migliore….forse perché li ho fatti cuocere ancora più a lungo fino a diventare più dorati di quelli della foto.

grissini gluten free alle spezie

ingredienti:

110 gr di farina di riso

90 gr di maizena

50 gr di farina di grano saraceno

1 cucchiaino da tè di lievito di birra istantaneo

5 gr sale marino ( ho usato 1/2 sale fino e 1/2 di fleur de sel)

200 gr acqua a temperatura ambiente

1  cucchiaio olio evo + quello per la teglia

1,5 cucchiaini da tè di spezie miste ( io ho usato nasi goreng e ras el hanout)

1 cucchaino semi papavero

 

Mescolare con la frusta gli ingredienti secchi , poi aggiungere a filo l’acqua e 1 cucchiaio d’olio mescolando con una spatola o con le fruste elettriche ( o con robot provvisto di gancio) senza fare grumi .

Aggiungere le spezie e i semi di papavero amalgamandoli bene. L’impasto deve risultare piuttosto compatto anche se non lavorabile come quello del pane. Sarà infatti necessario riempire un sac a poche per stendere i grissini su una teglia rivestita di carta forno leggermente oliata. Sistemare la teglia in forno spento per circa tre ore per far lievitare i grissini.

Estrarre la teglia e portare il forno ventilato a 200° . Spennellare delicatamente i grissini con olio evo e infornarli per circa 12/15 minuti finché sono belli dorati.

Questo quantitativo di impasto serve per due teglie che si possono eventualmente cuocere insieme su due piani diversi del forno, scambiando posto 5 minuti prima della fine. Io l’ ho invece usato in due tempi diversi, facendo cuocere la seconda infornata addirittura il giorno dopo.

 

 

 

fogliolina Crackers integrali ai semi e spezie

Uno snack super salutare per spezzare i momenti di fame, piuttosto energetici ma con pochi grassi. Io ho messo una minima quantità di sale e forse potevo abbondare con le spezie ma di certo ognuno può aggiustare il sapore come crede. A me sono piaciuti molto, a mio marito meno ( così me li sono finiti tutti!)

Creckers integrali ai semi e spezie

100 gr farina grano saraceno

100 gr farine miste sapori antichi di mulino marino: enkir, farro, segale e kamut

Farina qb x tirare l’impasto

2 cucchiai semi di chia

1 cucchiaio di gomasio

1 cucchiaio raso di semi di lino

1 cucchiaino di curcuma

1/2 cucchiaino di curry

1/2  ”   ”            Di rosmarino in polvere

160 ml di acqua tiepida

2 cucchiai di olio evo + 2 circa x spennellare

Sale qb

1/2 cucchiaino di bicarbonato

 

Mettere i semi di chia nell’acqua tiepida per circa mezz’ora

Mescolare le farine e le spezie insieme a metà del gomasio, ai semi di lino, a un pizzico di sale, al bicarbonato e all’olio. Aggiungere i semi di chia ammollati e impastare . Eventualmente aggiungere altra acqua o farina per avere un impasto morbido e liscio.

Lasciar riposare in frigo per mezz’ora

Accendere il forno statico a 180 gradi.

Col mattarello stendere l’impasto sottile, tagliare a losanghe irregolari, disporle su teglia con carta forno e bucare coi rebbi forchetta. Spennelllare con olio e poi daistrubuire altro gomasio in superficie

Infornare per 15/20 minuti

 

fogliolina Toast avocado, gamberi e pesto leggero

L’avocado con i gamberi ( in questo caso mazzancolle) è un abbinamento classico e sempre vincente e si può declinare in diversi modi, dalle insalate ai piatti estivi di pasta. Presentarli su una fetta di pane tostato può essere un’idea per uno snack veloce a pranzo, un antipasto o un buffet in piedi. Per arricchire il sapore ho pensato ad un pesto leggero di erbette.

toast avocado, gamebri e pesto leggero

per 4 toast aperti:

 

4 fette di pane in cassetta

1 avocado grande maturo o 2 piccoli

8/10 code di mazzancolle

1 limone

1/2 cucchiaio di erba cipollina tritata

qualche foglia di basilico

1 pezzetto di zenzero fresco

olio evo qb

sale, pepe di sichuan o bianco qb

1 pizzico di paprika forte

 

Togliere il carapace alle mazzancolle lasciando la coda e incidere il dorso per togliere il filetto nero. Sciacquare e asciugare su carta da cucina. Disporle in un recipiente di ceramica e condire con due cucchiai d’olio, sale, pepe e circa uno o due cucchiai di succo di zenzero che si ottiene grattugiando la radice fresca e schiacciandola tra due cucchiai. Coprire e conservare in frigo per una mezz’ora.

Nel frattempo sbucciare l’avocado maturo, tagliarlo a pezzetti e schiacciarlo poi con una forchetta. Condire con due o tre cucchiai di olio,due o tre cucchiai di succo di limone, il sale, il pepe e la paprika aggiungendola un po’ alla volta a proprio gusto. Coprire e tenere in frigo. Si consiglia di preparare l’avocado all’ultimo perché dopo poche ore annerisce.

Con un frullatore ad immersione preparare il pesto leggero frullando le erbette con 50/60 ml di olio e una spruzzata di succo di limone poi insaporire con un pizzico di sale.

Far tostare il pane e mettere a scaldare una padella antiaderente. Togliere le mazzancolle dal frigo e versarle nella padella ben calda col loro sughino facendole saltare velocemente da entrambi i lati.

Preparare i toast distribuendo un po’ di crema di avocado sulle fette tostate, due o tre mazzancolle e un poco di pesto leggero.

 

 

 

fogliolina Canederli alle erbette con crema di porri e speck croccante

Le mie origini trentine mi fanno amare questo piatto  nato dalla tradizione contadina per recuperare gli avanzi di casa. Mia zia mi cucinava frequentemente quelli di speck e luganega, un insaccato che in quella regione è stagionato e dal sapore leggermente affumicato, al contrario di quello fresco che conosciamo qui in pianura. I canederli sono uno dei tanti piatti furbi da declinare in svariati modi per utilizzare il pane raffermo. A me piace spesso insaporirli coi formaggi e servirli con vellutate di verdura al posto dei crostini. Questa volta mi sono cimentata in una versione “asciutta” condita dal sapore morbido ma sapido della crema di porri e dal croccante della granella di speck

canederli di erbette con crema di porri e speck croccante

per 20 canederli circa:

150 gr pane secco

350 gr di biete erbette lavate

200 ml di latte ( io ho usato quello d’avena)

1 uovo

2 scalogni

2 cucchiai di pangrattato

3 cucchiai parmigiano grattugiato

2 o 3 cucchiai di olio evo

4 o 5 cucchiai di farina bianca

1,5 lt di brodo vegetale

 

per la crema di porri e lo speck croccante:

200 gr porri ( la parte bianca)

150 ml panna

2 + 2 cucchiai olio evo

1/ bicchiere d’acqua

sale , pepe qb

50 gr speck

la crosta del pane secco dei canederli

 

Togliere la crosta al pane secco e tenerla da parte. Tagliare il resto a dadini e coprirlo col latte tiepido.

Nel frattempo versare due cucchiai d’olio in padella e farvi appassire lo scalogno tagliato a fette sottili a fiamma bassa unendo anche due o tre cucchiai d’acqua tiepida. Quando è diventato trasparente aggiungere anche le biete tagliate in pezzi grossolani. Salare leggermente, versare ancora qualche cucchiaio d’acqua e proseguire la cottura a fiamma media tenendole coperte e mescolandole qualche volta. Dovrebbero bastare 10/15 minuti, poi spegnere e lasciar raffreddare.

Strizzare molto bene  il pane ammollato, aggiungere l’uovo, il formaggio grattugiato e le erbette cotte e raffreddate, ben strizzate anche loro, dopo averle tritate al coltello. Mescolare finché l’impasto è diventato omogeneo e se è troppo umido aggiungere il pangrattato. Aggiustare eventualmente di sale e di pepe e lasciarlo riposare in frigo per circa un’ora.

Nel frattempo preparare la granella facendo tostare in una padella antiaderente leggermente unta d’olio, lo speck tagliato molto finemente e la crosta avanzata dal pane secco tritata grossolanamente. Bastano pochi minuti a fiamma alta continuando a mescolare con un cucchiaio di legno.

Tenere da parte la granella e nella stessa padella  pulita con carta da cucina versare un paio di cucchiai d’olio evo da scaldare a fiamma media. Aggiungere il porro lavato e tagliato a rondelle e mezzo bicchiere d’acqua tiepida. Salare e continuare la cottura a fiamma bassa col coperchio facendo attenzione che non asciughi troppo. A fine cottura versare la panna, mescolare bene e dopo un minuto spegnere. Versare nell’apposito bicchiere e frullare con frullatore a immersione . La crema deve risultare molto fluida, se fosse troppo soda aggiungere del brodo vegetale. Assaggiare ed eventualmente aggiungere sale e/o pepe bianco.

Dall’impasto dei canederli ricavare una ventina di palline che vanno poi infarinate. Scaldare il brodo fino a bollore, abbassare la fiamma  e versarvi delicatamente i canederli che vanno cotti per un paio di minuti ( eventualmente ripetere l’operazione con pochi canederli alla volta) per poi scolarli con una schiumarola.

Impiattare i canederli su un letto di crema calda di porri e spolverizzarli con la granella croccante di speck.

 

fogliolina Burger di spinaci,zucca e feta

Da Eataly ho trovato questi stupendi burger buns ai semi misti e mi sono fatta tentare anche se non sono una grande amante dei burger vista la sproporzione che secondo i miei gusti c’è tra pane e contenuto. Ma avevo voglia di provare una ricetta vegetariana, ed ecco qua. In casa avevo spinaci freschi ma si possono ovviamente utilizzare quelli surgelati. Ho anche evitato le salsine ma se non ne potete fare a meno forse qui un po’ di ketchup ci sta, senza esagerare però.

burger spinaci, zucca e feta

per 4 burger

 

4 panini da burger ( burger buns)

500 gr spinaci freschi

1 scalogno

300 gr ca di zucca mantovana

1 confezione di feta

olio evo, sale, rosmarino qb

1 cucchiaio di capperi dissalati

 

Tagliare la zucca , dopo aver tolto i semi, in fette di circa 1 cm di spessore. Io lascio anche la buccia dato che con la cottura diventa morbida e saporita, ma volendo si può togliere. Disporre le fette su una teglia rivestita di carta forno spennellata con olio. Salare e pepare leggermente, distribuire dei rametti di rosmarino e i capperi fatti dissalare in acqua, poi asciugati e tritati. Aggiungere dell’olio a filo e infornare a 200° per circa 15/20 minuti o finché è diventata tenera.

A parte lavare gli spinaci, affettare lo scalogno e farlo stufare in una padella ampia e antiaderente con un paio di cucchiai d’olio e uno di acqua. Quando è diventato trasparente aggiungere gli spinaci scolati insieme a 3 cucchiai d’acqua e un pizzico di sale. Coprire e cuocere a fiamma medio bassa mescolando frequentemente finché sono diventati teneri. Far intiepidire e strizzare l’eccesso di liquido.

Preparare i burger distribuendo sul fondo uno strato di spinaci, la feta sbriciolata e condita con un filo d’olio e un paio di fette di zucca

 

fogliolina Pan brioche alla zucca ( o quasi)

Da quando ho assaggiato il pan brioche alla zucca di Eataly non ho più pensato ad altro che cercare di prepararlo a casa. Nel web si trovano parecchie ricette ma quale di queste ha un risultato accettabile? Alla fine sono partita da una ricetta dolce e l’ho trasformata in una salata , quindi massimo cambiamento, aggiustandola a naso durante il procedimento. Incredibilmente il risultato è stato superiore alle aspettative ma può essere ancora migliorato. La prossima volta metto più sale e più semi e magari faccio una versione al curry.

Pur non essendo un classico pan brioche , che richiederebbe anche due o tre uova nell’impasto e più burro, è rimasto morbido per due o tre giorni…forse si sarebbe anche mantenuto più a lungo ma l’ abbiamo finito in fretta.

pan brioche alla zucca

 

Con queste dosi sono riuscita a preparare il pane in cassetta della foto e un altro filoncino un po’ più piccolo che ho finito subito prima degli scatti. Se non si volesse usare lo stampo da plumcake come ho fatto io, si possono preparare tante sfere di 8/10 cm da disporre vicine sulla teglia .

Impasto:

500 gr mix di farine “Sapori antichi” di Mulino Marino

250 gr di zucca già lessata

60 gr di burro

210 ml latte

1 cubetto da 25 gr lievito di birra

8 gr di sale ( circa 2 cucchiaini rasi )

1 cucchiaino raso di zucchero di canna

 

Per la copertura:

1 uovo

1 manciata di semi di zucca

2 cucchiaini rasi di semi di cumino ( o cumino in polvere)

2 cucchiaini di semi di sesamo

 

Intiepidire il latte e farvi sciogliere il lievito di birra.

Ridurre a purea la zucca lessata e ben scolata ( io l’ho fatta cuocere a vapore) e unirla alla farina in una ciotola capiente insieme al latte col lievito e al burro sciolto a bagnomaria . Impastare bene con le mani poi aggiungere il sale continuando ad impastare. Se l’impasto fosse troppo appiccicoso e umido aggiungere un po’ di farina, se troppo compatto aggiungere del latte. Tutto dipende da quanto è umida la zucca quindi è difficile essere molto precisi nelle dosi. L’impasto alla fine  deve essere molto morbido e anche leggermente appiccicoso.

Coprire con un telo e mettere in luogo tiepido ( io l’ho messo vicino al calorifero)  per un paio d’ore a lievitare…l’impasto deve più che raddoppiare.

Oliare uno stampo da plum cake grande ( o due piccoli), in alternativa rivestirlo con carta forno e disporvi l’impasto , spennellare con l’uovo sbattuto e distribuire uniformemente i semi. Lasciar riposare ancora mezz’ora e poi infornare in forno già portato alla temperatura di 180 gradi.

Cuocere per 45 minuti circa se lo stampo è grande e 35/40 minuti se sono stati usati due stampi più piccoli.

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