fogliolina Yorkshire pudding con carpaccio di manzo affumicato

Questo periodo di quarantena é di certo servito a provare tutte quelle ricette sfiziose che tenevo nella mia “to do list” di cucina. Una di queste é proprio lo Yorkshire pudding che ho visto preparare da James Oliver sul suo canale YouTube. A metà tra un bigné e una frittella da fare al forno, viene servito in Inghilterra come accompagnamento al roast-beef. L’aspetto mi sembrava gustosissimo anche se forse troppo oleoso.

Mi sono decisa quando ho visto la ricetta postata da Trattoria da Martina che spesso seguo per la sua capacità di far venire l’acquolina in bocca e la precisione con cui sono descritti tutti i passaggi delle sue preparazioni. Quindi pronti via, visto che oltretutto avevo in frigo una busta di carpaccio di manzo affumicato presa da Eataly e che potevo utilizzare al posto del roast-beef. Dosi e passaggi per lo Yorkshire pudding sono gli stessi della ricetta di Martina e sono venuti perfetti così.

Li consiglio per delle cene o merende tra amici perché si prestano come accompagnamento a salumi e formaggi oppure a carpacci di pesce e salsine leggere. Sono divertenti, sfiziosi e saporiti, ma un po’ troppo “grassi” per essere consumati più frequentemente


per 4 Yorkshire pudding

stampo da muffin

 

1 uovo

50 ml latte intero

50 gr farina 00

un pizzico di sale

4 cucchiai di olio di arachidi

carpaccio di manzo affumicato

insalatina mista di contorno

 

Sbattere l’uovo in una terrina capiente insieme al sale. Aggiungere via via latte e farina setacciata alternandole e continuando a mescolare con uno sbattitore. Il procedimento è come quello della pastella che deve risultare liscia e senza grumi fino a “velare” il cucchiaio. Quindi né troppo liquida né troppo densa. Versarla in un contenitore col becco per poterla poi versare meglio e farla raffreddare in frigo per circa un’ora.

Portare il forno a 230 gradi e nel frattempo versare un cucchiaio di olio sul fondo di ogni stampino da muffin. Quando il forno ha raggiunto la temperatura infornare gli stampini con l’olio e lasciarli 10 minuti. Estrarre gli stampi dal forno facendo molta attenzione e versare in ognuno di questi un po’ di pastella fredda riempiendogli fino a metà e non di più. L’operazione andrebbe fatta in fretta per non raffreddare l’olio ed è per questo motivo che la pastella andrebbe messa in un contenitore con manico e beccuccio.

Rimettere gli stampi in forno e lasciarli cuocere per 10-12 minuti a 230 gradi, poi abbassare la temperatura a 190 gradi e lasciare cuocere ancora per 15 minuti circa. Gli Yorkshire pudding devono risultare gonfi e belli dorati. In nessun caso il forno va aperto fino a cottura ultimata!

Estrari quindi dal forno e adagiarli uno a uno a testa in giù su carta assorbente da cucina per asciugarli dall’olio in eccesso. Devono risultare croccanti fuori e morbidi e vuoti all’interno, un po’ come i bignè .

Si possono consumare tiepidi o a temperatura ambiente. Io li ho riempiti con carpaccio di manzo affumicato e accompagnati con insalatina mista

 

fogliolina Vellutata di topinambur con mini canederli

“Una vellutata al giorno toglie il medico di torno”, questo potrebbe essere il mio motto visto che d’inverno è il mio piatto preferito. Le vellutate infatti sono facili e veloci da preparare, sia con una pentola a pressione come faccio io, sia con un tegame normale. E poi tra pochi giorni è Natale ed è meglio affrontarlo un po’ leggeri.

I prossimi giorni cucinerò molto e dato che ho trovato questi mini canederli all’Esselunga,  mi sono risparmiata di prepararli in casa. Un piccolo aiutino, sono perdonata? Tra l’altro sono anche buoni, saporiti e morbidi

per 4 persone 

 

2 patate medie

300 gr di topinambur

1 porro piccolo

700 ml di brodo vegetale ( 1 lt se non si usa la pentola a pressione)

2 o 3 cucchiai d’olio evo

sale e pepe qb

12 minicanederli allo speck ( si trovano da Esselunga).

 

Far rosolare a fiamma medio bassa in un cucchiaio d’olio evo il porro lavato e tagliato a rondelle.

Aggiungere le patate e i topinambur sbucciati e tagliati a pezzi grossolani.

Versare il brodo ( o acqua e dado vegetale bio) nella pentola a pressione e chiudere il coperchio. Cuocere 15 minuti dal fischio tenendo la fiamma non troppo alta.

Se si prepara in una pentola normale i passaggi sono gli stessi ma si continua la cottura a fiamma media per circa 30 minuti, o comunque finché le verdure sono diventate tenere.

Si frulla con frullatore a immersione e si aggiusta eventualmente di sale. Se la vellutata non fosse sufficientemente densa si fa restringere ancora qualche minuto a fiamma media. Durante gli ultimi tre minuti si buttano anche i canederli per scaldarli.

Servire la vellutata sul fondo dei piatti completando con tre canederli a testa, aggiungere un po’ di olio a filo e una macinata di pepe nero

 

fogliolina Vellutata di pane e topinambur con gamberoni

Ho da poco acquistato il Monsieur Cousin Plus, anche conosciuto come il Bimby della Lidl, e lo sto testando un po’. Questa è una ricetta non inserita nel libro allegato ma avevo voglia di recuperare un po’ di pane raffermo che avevo in dispensa e da qualche giorno pensavo appunto a una vellutata di pane, rivisitazione di un piatto che si faceva spesso a casa mia da piccola. Ho aggiunto anche dei topinambur che avevo in frigo per dare più sapore e dei gamberoni per renderlo un piatto unico , come suggerito in una ricetta presa dal sito  www.tremuffineunarchitetto.it della bravissima Angela Simonelli.

 

per 4 persone

1 porro piccolo
3 o 4 topinambur
150 gr pane raffermo
500 ml brodo vegetale
Sale e pepe bianco qb
3 cucchiai olio evo
12 gamberoni freschi
Limone qb
Zenzero fresco 2 o 3 cm ( facoltativo)
Sesamo nero qb
Preparare i gamberoni: sgusciarli e togliere il budello dorsale, sciacquare e far asciugare. Sistemarli in una ciotola insieme a un cucchiaio d’olio, qualche goccia di limone, un pizzico di sale e pepe bianco. Volendo si può aggiungere del succo di zenzero che si ottiene  grattuggiando un pezzetto di 2 cm di radice sbucciata e poi schiacciata tra due cucchiai . Tenere i gamberoni coperti in frigo
Per la vellutata con MCP: Tagliare a rondelle il porro e inserirlo nella caraffa con 1 cucchiaio d’olio e i topinambur spellati e tagliati a pezzi grossolani.
Mettere il coperchio e impostare il tasto rosolatura. Alla fine del programma aprire il coperchio e inserire il pane raffermo tagliato a pezzi insieme al brodo vegetale. Coprire e far cuocere a 90 gradi velocità 1 per 15/20 minuti. Terminata la cottura frullare il tutto col tappo inserito passando gradualmente dalla velocità 2 alla 7.
In pentola normale: si può procedere ovviamente alla cottura tradizionale della vellutata in pentola iniziando a rosolare porri e topinambur in poco olio a fiamma bassa, poi si aggiunge il pane a pezzi e 750 ml di brodo ( invece di 500 come per il MCS). Si copre e si continua la cottura per 15/20 minuti. Si frulla con frullatore a immersione incorporando un po’ di olio evo a filo, poi si aggiusta eventualmente di sale e pepe bianco. Se la vellutata risultasse troppo liquida  farla addensare cuocendola scoperta ancora qualche minuto.
Nel frattempo scaldare bene una padella antiaderente e far saltare i gamberoni a fiamma vivace, insieme al loro succo, due o tre minuti per parte.
Al momento di servire aggiungere un po’ di olio a filo alla vellutata calda, cercando di “montarla” con un frullatore a immersione.
Disporre la vellutata sul fondo dei piatti e guarnire coi gamberoni appena preparati. Decorare con del sesamo nero e un filo d’olio evo

 

fogliolina “Crostata” di cavolfiore alle verdure di stagione

C’è chi la chiama pizza, chi flatbread, chi altro ancora ma ormai questa base gluten free che non utilizza cereali ( solitamente è a base di cavolfiore) è diventata molto diffusa nel mondo della cucina vegetariana e vegana.

Io qui la chiamo crostata, ma potrei definirla anche “sbriciolata” o “sbrisolona” proprio per la sua consistenza poco compatta. Comunque, al di la’ delle definizioni, avevo proprio bisogno di preparare un piatto completo e gustoso, anche alla vista, per non far rimpiangere troppo la classica pizza al marito che per un periodo ( spero non troppo lungo) deve evitare i cereali. In questa stagione poi le verdure esposte al mercato fanno a gara per essere scelte, una più colorata dell’altra, quindi ecco qui la mia versione di “crostata” gluten free alle verdure primaverili

per una teglia di cm 25 x 35 ca

 

per la “crostata”:

600 gr di cavolfiore

1 cucchiaio abbondante di farina di riso

1 albume d’uovo

2 cucchiai di parmigiano grattato

sale, pepe, noce moscata qb

 

Per il topping di verdure:

10 zucchine piccole col loro fiore attaccato

1 o 2 carote viola

8/10 asparagi

2 manciate di fave già sgusciate

1 cipollotto di Tropea

 

Lavare il cavolfiore, asciugarlo e dividerlo in cimette. Frullarle in un robot da cucina fino ad avere una consistenza che ricorda il cous cous. Salare, pepare e aggiungere della noce moscata a seconda dei propri gusti. Versare l’albume e mescolare bene. Aggiungere anche il formaggio grattato e la farina di riso amalgamandoli bene al composto.

Rivestire una teglia rettangolare con carta forno, spennellarla con un cucchiaio d’olio e distribuire l’impasto di cavolfiore dandogli una forma rettangolare

Accendere il forno a 180° se ventilato e a 200° se statico.

Nel frattempo preparare le verdure: aprire i fiori di zucca e dividerli a metà dopo aver tolto gli stami interni, lavare le zucchine e le carote e tagliarle a fette sottili per il lungo con la mandolina. Tagliare i cipollotti a rondelle e metterli a bagno in acqua per circa mezz’ora, poi scolarli e tenerli da parte. Pulire gli asparagi , togliere la parte dura del gambo e tagliare anche loro per il lungo sottilmente. Sbollentare le fave per pochi minuti e togliere la pellicina .

Versare tutte le verdure in una ciotola e condirle con due o tre cucchiai d’olio, il sale , un pizzico di pepe e/o di peperoncino. Mescolare bene e tenere da parte

Infornare la teglia con l’impasto in forno già caldo e cuocere per circa 15 minuti .

Togliere la teglia e distribuire il mix di verdure sulla “crostata”. Infornare nuovamente e finire la cottura per altri 15/20 minuti.

 

fogliolina Paris brest salato allo speck e crema di formaggio

Non mi sono mai cimentata con il classico Paris brest farcito di crema e panna, dolce sicuramente buonissimo ed elegante, mentre da un po’mi intrigava  la sua versione salata che avrei voluto offrire come aperitivo durante le feste natalizie. Un invito a cena di amici, qualche sera fa, mi ha dato l’occasione di provare questo Paris brest allo speck e crema di robiola che ho un po’ “agghindato” a festa.

Il Paris brest non è altro che un ciambellone di pasta choux, quella dei bignet, e gli accorgimenti per prepararlo sono gli stessi, sia per quanto riguarda l’impasto che la cottura. Seguite le opportune “norme” tecniche non è quindi difficile da fare. L’importante è capire a che temperatura impostare il forno, ognuno ha il suo e dovrebbe conoscerne vizi e virtù per non sbagliare. Io ad esempio ho voluto seguire le indicazioni di un’altra ricetta e ho impostato una temperatura troppo alta così il mio ciambellone si è dorato troppo in fretta senza cuocere bene all’interno. Avrei dovuto fidarmi della mia ricetta di bignet che di solito non mi delude quindi  vi indicherò quella, ma ognuno si regoli come ho anticipato.

La farcitura ovviamente può variare, ottima dovrebbe essere quella a base di salmone affumicato, creme fraiche e aneto oppure robiola allo zenzero ed erbette…sperimentate, sperimentate!

Questo non è venuto perfetto come si può vedere, per i problemi di cottura spiegati prima, ma il sapore è stato veramente apprezzato.

per un paris brest di 24 cm di diametro

 

120 gr acqua

60 gr burro di ottima qualità

70 gr farina 00

2 uova x l’impasto e 1 per la decorazione

Semi papavero

1 confezione 200 gr formaggio spalmabile tipo robiola

1 busta 100 gr di speck

Erba cipollina e finocchietto tritati qb

1/2 cetriolo

Sale qb

 

In una piccolo recipiente antiaderente portare a bollore l’acqua con il burro e un pizzico di sale. Quando il burro si è sciolto, togliere dal fuoco e aggiungere la farina setacciata tutta in una volta mescolando bene con una frusta. Rimettere sul fuoco e continuare a mescolare con un cucchiaio di legno finché l’impasto ( pasta choux) si è asciugato e si stacca dalle pareti del recipiente. Far raffreddare e poi aggiungere le uova ( una alla volta , la seconda quando la prima è stata completamente assorbita ) incorporandole con una frusta elettrica finché l’impasto è diventato omogeneo e si stacca dalle fruste a pezzi interi.

Disegnare a matita  su carta forno un cerchio di 24 cm di diametro circa e un altro interno di 10/12 cm, sistemare il foglio di carta forno col disegno rivolto verso il basso su una teglia. Versare la pasta choux in un sac à poche e distribuire l’impasto seguendo la circonferenza disegnata a cerchi concentrici fino a formare la “ciambella” col buco in mezzo.
Spennellare con l’uovo sbattuto e distribuire i semi di papavero.
Infornare in forno ventilato già portato alla temperatura di 180 gradi per 25/30 minuti o comunque finché la superficie si è dorata.
Una volta cotto tenerlo nel forno spento ma leggermente aperto per una decina di minuti .

Preparare la crema di formaggio mescolando le erbette, sale e pepe alla robiola. Grattugiare il cetriolo a cui è stata tolta la buccia e aggiungerlo al formaggio dopo averlo strizzato bene per eliminare l’eccesso d’acqua.

Poco prima di servirlo tagliare a metà il paris brest e farcirlo con la crema di robiola e lo speck

fogliolina Frollini vegani ai semi di papavero e fleur de sel

L’altro giorno alla Unes mi hanno fatto assaggiare un nuovo prodotto a base d’olio extravergine  d’oliva che si presenta e si conserva come il burro ( anzi come consistenza ricorda più la margarina) . Si chiama Reolì e me l’hanno proposto spalmato su un cracker. Il sapore non era male e pensando che potesse essere utile soprattutto nella preparazione delle frolle o brisé salate l’ho acquistato. Dopo pochi giorni ho provato a fare questi frollini saporiti dove il retrogusto d’olio d’oliva si sente leggermente.  Non riesco ad immaginare quindi se possa essere adatto per le torte o altri dessert dove preferisco usare l’olio di riso che non ha sapore, ma magari proverò..

Intanto questi mi sembrano buoni …il problema adesso è non finirli troppo in fretta!

Ps la foto però è venuta veramente male, sorry

 

per 50 frollini ca

 

100 gr farina di enkir o di farro semintegrale

100 gr di burro d’olio

1 o 2 cucchiai di farina di mandorle

1 o 2 cucchiai di acqua fredda

sale fino, pepe e/o paprika qb

fleur de sel per la finitura qb

semi di papavero per la finitura qb

Per una versione non vegana si può aggiungere un cucchiaio di parmigiano grattugiato

 

In una ciotola versare le due farine e il burro freddo a pezzettini, salare e aggiungere alte spezie a piacere e mescolare delicatamente gli ingredienti con la punta delle dita fino ad avere una consistenza a briciole. A questo punto aggiungere l’acqua poco per volta finché l’impasto forma una palla compatta e liscia come per la frolla normale.

Coprire con la pellicola e tenere in frigo per circa un’ora.

Quando la frolla si è raffreddata, dividerla a metà e stendere ogni pezzo con un matterello tra due fogli di carta forno ( la metà che avanza è meglio conservarla in frigo fino all’ infornata successiva).

Nel frattempo portare il forno statico alla temperatura di 160°.

Con delle formine ricavare i biscotti e stenderli su un teglia rivestita di carta forno. Distribuire su ognuno un po’ di fleur de sel e i semi di papavero.

Infornare in forno già caldo e cuocere circa per 15 minuti ( o leggermente più o meno a seconda del forno) finché si sono dorati leggermente.

Questa frolla è adatta anche per preparare delle basi per canapè da riempire a piacere una volta fredde.

I biscotti salati si conservano per qualche giorno in una scatola di latta

 

fogliolina Cracker integrali ai semi

Ho trovato la ricetta su Pinterest ( aiuto, Pinterest crea dipendenza!) che rimandava al sito di Monique, di “Miel e Ricotta” e ho subito provato a rifarli perché semplici e sani, oltre ad essere un’ottima scusa per finire un po’ di scorte di semini prima delle vacanze. Ho un po’ cambiato  le proporzioni tra gli ingredienti ma sono venuti belli croccanti e friabili quindi significa che ognuno può fare piccoli cambiamenti senza fare danno. L’aspetto più importante da curare è la cottura che deve essere fatta a temperatura non troppo alta e per un tempo prolungato per dar modo all’impasto di asciugarsi bene senza bruciare. Essendo all’acqua sono anche molto leggeri e dietetici.

per 2 teglie di cracker

60 gr di farina integrale di farro

60 gr di farina di Enkir

60 gr di semi vari ( lino,girasole, sesamo, papavero…)

15 ml di olio di sesamo ( o altro olio di semi)

15 ml di olio e.v.o

un pizzico di sale  e pepe

60 ml di acqua calda

olio qb per spennellare la carta forno

 

Portare il forno a 150°.

In una ciotola mescolare le farine , sale e pepe ( volendo aggiungere altre spezie a piacere ), i semi e i due oli. Versare l’acqua calda e impastare per amalgamare bene tutti gli ingredienti. Non importa se l’impasto rimane appiccicoso.

Tagliare due rettangoli di carta forno a misura della teglia e spennellarli con un po’ d’olio. Prelevare metà dell’impasto e appiattirlo tra i due fogli di carta forno con le facce oleate verso l’interno. Con l’aiuto di un mattarello stenderlo bene in un unico strato finché diventa molto sottile in modo uniforme.  Togliere il foglio superiore e infornare per circa 45/50 minuti. Dato che ogni forno è diverso dall’altro, la prova che la sfoglia di cracker è arrivata a cottura si ottiene sollevandola delicatamente: se si può fare senza che si pieghi vuol dire che è pronta perché tutta l’umidità è evaporata. Togliere allora dal forno e una volta raffreddata spezzare in pezzetti più piccoli.

Procedere quindi nello stesso modo con la seconda infornata.

Se ce la fate a non finirli nel giro di un giorno, come sta succedendo a me, potete conservarli in una scatola di latta

 

 

fogliolina Grissini gluten free alle spezie

Mi piace utilizzare tutti i tipi di farine, di cereali e non, e avendo appena acquistato il libro ” Pane con semi e farine salutari” ( di Cecile Decaux e Florence Solsona, ed. Red) ho voluto provare la ricetta dei grissini gluten free alle spezie. Inutile dire che ho un po’ modificato la ricetta originale perché sprovvista di qualche ingrediente che ho sostituito, come la maizena al posto della fecola di patate, o che ho omesso del tutto come la gomma di guar che funziona da stabilizzante e collante per l’impasto.

In ogni caso i grissini mi sono piaciuti molto, anche perché speziati ( e qui ognuno si può sbizzarrire in base ai propri gusti), croccanti e leggeri. L’impasto l’ho cotto in due tempi perché abbondante e la seconda parte l’ho conservata in frigo fino al giorno dopo con un risultato ancora migliore….forse perché li ho fatti cuocere ancora più a lungo fino a diventare più dorati di quelli della foto.

grissini gluten free alle spezie

ingredienti:

110 gr di farina di riso

90 gr di maizena

50 gr di farina di grano saraceno

1 cucchiaino da tè di lievito di birra istantaneo

5 gr sale marino ( ho usato 1/2 sale fino e 1/2 di fleur de sel)

200 gr acqua a temperatura ambiente

1  cucchiaio olio evo + quello per la teglia

1,5 cucchiaini da tè di spezie miste ( io ho usato nasi goreng e ras el hanout)

1 cucchaino semi papavero

 

Mescolare con la frusta gli ingredienti secchi , poi aggiungere a filo l’acqua e 1 cucchiaio d’olio mescolando con una spatola o con le fruste elettriche ( o con robot provvisto di gancio) senza fare grumi .

Aggiungere le spezie e i semi di papavero amalgamandoli bene. L’impasto deve risultare piuttosto compatto anche se non lavorabile come quello del pane. Sarà infatti necessario riempire un sac a poche per stendere i grissini su una teglia rivestita di carta forno leggermente oliata. Sistemare la teglia in forno spento per circa tre ore per far lievitare i grissini.

Estrarre la teglia e portare il forno ventilato a 200° . Spennellare delicatamente i grissini con olio evo e infornarli per circa 12/15 minuti finché sono belli dorati.

Questo quantitativo di impasto serve per due teglie che si possono eventualmente cuocere insieme su due piani diversi del forno, scambiando posto 5 minuti prima della fine. Io l’ ho invece usato in due tempi diversi, facendo cuocere la seconda infornata addirittura il giorno dopo.

 

 

 

fogliolina Crackers integrali ai semi e spezie

Uno snack super salutare per spezzare i momenti di fame, piuttosto energetici ma con pochi grassi. Io ho messo una minima quantità di sale e forse potevo abbondare con le spezie ma di certo ognuno può aggiustare il sapore come crede. A me sono piaciuti molto, a mio marito meno ( così me li sono finiti tutti!)

Creckers integrali ai semi e spezie

100 gr farina grano saraceno

100 gr farine miste sapori antichi di mulino marino: enkir, farro, segale e kamut

Farina qb x tirare l’impasto

2 cucchiai semi di chia

1 cucchiaio di gomasio

1 cucchiaio raso di semi di lino

1 cucchiaino di curcuma

1/2 cucchiaino di curry

1/2  ”   ”            Di rosmarino in polvere

160 ml di acqua tiepida

2 cucchiai di olio evo + 2 circa x spennellare

Sale qb

1/2 cucchiaino di bicarbonato

 

Mettere i semi di chia nell’acqua tiepida per circa mezz’ora

Mescolare le farine e le spezie insieme a metà del gomasio, ai semi di lino, a un pizzico di sale, al bicarbonato e all’olio. Aggiungere i semi di chia ammollati e impastare . Eventualmente aggiungere altra acqua o farina per avere un impasto morbido e liscio.

Lasciar riposare in frigo per mezz’ora

Accendere il forno statico a 180 gradi.

Col mattarello stendere l’impasto sottile, tagliare a losanghe irregolari, disporle su teglia con carta forno e bucare coi rebbi forchetta. Spennelllare con olio e poi daistrubuire altro gomasio in superficie

Infornare per 15/20 minuti

 

fogliolina Toast avocado, gamberi e pesto leggero

L’avocado con i gamberi ( in questo caso mazzancolle) è un abbinamento classico e sempre vincente e si può declinare in diversi modi, dalle insalate ai piatti estivi di pasta. Presentarli su una fetta di pane tostato può essere un’idea per uno snack veloce a pranzo, un antipasto o un buffet in piedi. Per arricchire il sapore ho pensato ad un pesto leggero di erbette.

toast avocado, gamebri e pesto leggero

per 4 toast aperti:

 

4 fette di pane in cassetta

1 avocado grande maturo o 2 piccoli

8/10 code di mazzancolle

1 limone

1/2 cucchiaio di erba cipollina tritata

qualche foglia di basilico

1 pezzetto di zenzero fresco

olio evo qb

sale, pepe di sichuan o bianco qb

1 pizzico di paprika forte

 

Togliere il carapace alle mazzancolle lasciando la coda e incidere il dorso per togliere il filetto nero. Sciacquare e asciugare su carta da cucina. Disporle in un recipiente di ceramica e condire con due cucchiai d’olio, sale, pepe e circa uno o due cucchiai di succo di zenzero che si ottiene grattugiando la radice fresca e schiacciandola tra due cucchiai. Coprire e conservare in frigo per una mezz’ora.

Nel frattempo sbucciare l’avocado maturo, tagliarlo a pezzetti e schiacciarlo poi con una forchetta. Condire con due o tre cucchiai di olio,due o tre cucchiai di succo di limone, il sale, il pepe e la paprika aggiungendola un po’ alla volta a proprio gusto. Coprire e tenere in frigo. Si consiglia di preparare l’avocado all’ultimo perché dopo poche ore annerisce.

Con un frullatore ad immersione preparare il pesto leggero frullando le erbette con 50/60 ml di olio e una spruzzata di succo di limone poi insaporire con un pizzico di sale.

Far tostare il pane e mettere a scaldare una padella antiaderente. Togliere le mazzancolle dal frigo e versarle nella padella ben calda col loro sughino facendole saltare velocemente da entrambi i lati.

Preparare i toast distribuendo un po’ di crema di avocado sulle fette tostate, due o tre mazzancolle e un poco di pesto leggero.

 

 

 

© Copyright 2014 Dall'orto al piatto - Credits Anyway Milano
Privacy Policy | Cookie Policy