fogliolina CREMA FREDDA DI AVOCADO, LIMONE E CETRIOLI

É fine luglio e fa caldo, guardo in frigo per capire cosa posso combinare per cena …avocado, limoni, cetrioli. Del resto ho comprato quasi solo verdure e frutta e di “cucinare” non ho tanta voglia. Mi viene in mente di frullare questi ingredienti per fare una sorta di “gazpacho” verde, bello fresco e veloce. Un’occhiata al web e scopro che la zuppa fredda che ho in mente é inserita nel libro “ Soup for Syria” di Barbara Abdeni Massaad, i cui proventi sono stati devoluti all’NHCR per i profughi siriani, a cui hanno partecipato diversi personaggi in ogni angolo del mondo regalando le loro ricette di zuppe, confort food per eccellenza.

Rispetto alla ricetta originale, facile da reperire nel web, ho fatto poche modifiche fondamentalmente solo nelle dosi. Ne è risultata una crema freschissima, nutriente e piacevolissima nella sua consistenza grassa ma spumosa, bilanciata dall’agro del limone.

Suggerisco di aggiungere i “sapori” come limone, erba cipollina, sale e pepe…un po’ per volta così da dosarli a seconda dei propri gusti.


per 2 persone

1 cetriolo piuttosto grande o 2 piccoli

1 avocado maturo

1 limone, il succo

100 gr yogurt greco

1 cucchiaio ca erba cipollina fresca 

100 ca ml acqua fredda

sale e pepe qb

2 o 3 cubetti ghiaccio

per il topping

2 o 3 cucchiai grano saraceno ( o riso) soffiato 

2 cucchiaini di capperi dissalati tritati

1 cucchiaio olio evo + olio a filo per la guarnizione

ps ovviamente la guarnizione può variare a seconda dei propri gusti

 

Preparazione

Sbucciare il cetriolo e salarlo per fargli perdere l’amaro. Strizzarlo e versalo nel boccale del blender insieme alla polpa dell’avocado tagliata a pezzetti, allo yogurt, a metà del succo di limone e al ghiaccio. Aggiungere l’erba cipollina e l’acqua fredda fino ad arrivare alla consistenza desiderata. A questo punto insaporire a piacere con sale e pepe e altro succo di limone…

A parte, in una padella antiaderente ben calda far tostare il grano saraceno soffiato insieme ai capperi in un cucchiaio d’olio.

Tenere la crema in frigo fino al momento di servirla. Impiattare distribuendo un po’ di grano saraceno soffiato e capperi tostati

fogliolina Calamarata allo zabaione salato asparagi e piselli

Mi piace preparare la carbonara con le verdure, soprattutto con gli asparagi. Ho sempre qualche timore però nell’usare le uova a crudo nelle ricette e quindi ho pensato di condire questa pasta con uno zabaione salato arricchito da parmigiano e pecorino grattugiati come nella carbonara classica. Ho diminuito la dose di vino bianco che si usa solitamente nello zabaione salato per non aver troppa acidità nel piatto. È un primo piatto ricco ma delicato, adatto soprattutto per gli inviti

Buonappetito

 

ingredienti per 2 persone

Per lo zabaione:

2 tuorli d’uovo freschissimi e bio

1 bicchierino da liquore di vino bianco secco

1 noce burro

1 cucchiaio di parmigiano e 1 di pecorino grattugiati

sale e pepe qb

qualche cucchiaio d’acqua calda

 

per la pasta:

180 gr di pasta calamarata di Gragnano

4/6 asparagi

1 pugno di piselli surgelati finissimi

1 noce di burro e 2 cucchiai d’olio evo

 

Togliere la parte dura del gambo agli asparagi ( potrà servire per fare un brodo vegetale) e spelare leggermente il gambo rimanente. Separare la punta degli asparagi e tagliare il resto del gambo a rondelle. Tenere da parte

Mettere a bollire dell’acqua in una pentola capiente e nel frattempo preparare lo zabaione salato: separare i tuorli dagli albumi e versare i primi in una ciotola d’acciaio da appoggiare in un pentolino colmo per metà d’acqua calda ( ma che non deve mai raggiungere il bollore). Aggiungere la noce di burro, un pizzico di sale e sbattere delicatamente con una frusta. Continuando a mescolare aggiungere il vino bianco a filo stando attenti che le uova non si rassodino e rimangano cremose. Eventualmente togliere temporaneamente la ciotola dal bagnomaria e aggiungere dell’acqua tiepida per raggiungere la cremositá desiderata. Continuare a sbattere finché il profumo del vino si sarà attenuato. Alla fine versare i due cucchiai di formaggio grattugiato e una spolverata di pepe. Tenere da parte al caldo, basta lasciare la ciotola sopra il pentolino caldo senza far appoggiare il fondo sull’acqua calda.

Quando l’acqua bolle salare e aggiungere la pasta. Dopo 4 o 5 minuti versare anche i gambi degli asparagi a rondelle e dopo altri due minuti le punte insieme ai piselli. Scolare il tutto e far saltare velocemente pasta e asparagi in una noce di burro e olio a fiamma media.

Per impiattare versare un po’ di zabaione salato sul fondo dei piatti e poi disporre ordinatamente la pasta calamarata e le verdure

 

fogliolina Gnudi agli agretti

Lo so che gli gnudi si fanno con gli spinaci, ma spinaci non ne avevo e la ricotta andava mangiata entro oggi. Per cui ho optato per gli agretti, altra verdura verde che cerco sempre di avere in frigo appena appare sulle bancarelle, insieme agli asparagi. I mercati di questi tempi non si possono frequentare  ma alcuni tra i titolari di bancarelle più organizzati si sono attrezzati per le consegne e quindi riesco ad avere verdura e frutta fresca in frigo come in tempi normali. E per fortuna, visto che la mia cucina si basa principalmente su questi alimenti.

Per tornare quindi agli gnudi li ho dovuti preparare con gli agretti, o barba di frate di cui avevo già scritto in altri post, che forse si prestano meglio ad essere mangiati da soli ma che stanno bene anche in questa ricetta.

Non sto a scrivere la ricetta del sugo di pomodoro, ognuno lo prepari come vuole, io ho usato della passata bio, olio, sale e basilico. Qualcosa di semplice e leggero. Nulla toglie che si possano condire anche con burro e salvia, ma io il burro se posso lo evito. Buon appetito

per 16 gnudi ca

 

300 gr ricotta fresca

1 mazzetto di agretti ben puliti

1 scalogno piccolo

1 uovo

2 cucchiai di parmigiano grattato + quello per l’impiattamento

4 cucchiai ca di farina

olio qb

sale,  noce moscata qb

sugo al pomodoro

 

Pulire bene gli agretti e togliere loro la radichetta ( se non li trovate già puliti questa è l’operazione più noiosa di tutte perciò cambiate frequentemente l’acqua).

Far appassire lo scalogno tagliato sottile in un cucchiaio d’olio finché è diventato trasparente. Aggiungere gli agretti e mettere il coperchio continuando la cottura a fiamma medio/bassa. Insaporire con un po’ di sale (ma non troppo) e mescolarli delicatamente aggiungendo un paio di cucchiai di acqua se necessario. In pratica gli agretti vengono cotti stufandoli. La cottura si completa in circa 15 minuti, quando sono diventati teneri ma ancora croccanti. Tenere da parte

In una ciotola mescolare la ricotta ben asciutta ( in caso contrario farla sgocciolare un po’ in un colino a maglia fitta) , gli agretti sgocciolati anch’essi e tritati, l’uovo, il parmigiano,  il sale e la noce moscata. Mescolare bene e aggiungere la farina un po’ per volta, quanto basta per rendere l’impasto malleabile anche se morbido. Il resto della farina servirà per formare le palline. Meno farina si riesce ad aggiungere all’impasto più buoni saranno gli gnudi.

Coprire la ciotola e metterla in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Formare gli gnudi infarinando bene le mani e formando delle palline o delle querelle di 4 o 5 cm di diametro. Far bollire l’acqua, salarla e immergervi delicatamente gli gnudi a uno a uno aiutandosi con un cucchiaio.

Dopo pochi minuti, quando vengono a galla, toglierli dall’acqua con un mestolo forato facendoli sgocciolare bene. Servire con un sugo semplice di pomodoro oppure passandoli delicatamente in burro e salvia appena dorati.

Spolverizzare con parmigiano grattato

fogliolina Ravioli agli asparagi con fonduta ai piselli – Pasqua 2020

Questa volta in cucina mi sono proprio impegnata per trascorrere una Pasqua come le altre, anche se costretti a rimanere in casa, nonostante queste splendide giornate di sole.

Mi son voluta cimentare infatti con ravioli fatti in casa, sforzandomi anche di curare maggiormente l’impattamento ridpetto al solito. Preparare i ravioli in casa é divertente e creativo anche se impegnativo e da una gran soddisfazione quando si riesce a bilanciare i sapori  di ripieno e condimento  in modo equilibrato.

Questa volta sono veramente soddisfatta del risultato, la pasta era sottile al punto giusto e il gusto d’insieme delicato e saporito. Quando potrò finalmente invitare degli amici a cena questo é un piatto che riproporrò certamente.

 

Per 4 persone

 

300 gr farina 0 + una parte per la spianatoia

3 uova

1 mazzo di asparagi

250 gr di ricotta

120 gr parmigiano grattugiato

150 ml panna

1 tazza di piselli surgelati finissimi

fiori eduli ( facoltativi)

50 gr burro

sale, pepe qb

 

Per la pasta: mescolare le uova con la farina aiutandosi inizialmente con una forchetta poi continuare con le mani su una spianatoia infarinata. Coprire il panetto di pasta con la pellicola e tenere in fresco.

Pulire gli asparagi e buttare la parte dura del gambo. Dalla parte rimanente tagliare le punte e farle cuocere in acqua bollente salata per qualche minuto finché si sono intenerite. Poi toglierle dall’acqua e tenerle da parte. Nella stessa acqua buttare il resto degli asparagi e farli cuocere finché sono molto teneri. Poi scolarli ma tenere ancora da parte l’acqua di cottura.

Per preparare il ripieno: frullare il gambo lessato degli asparagi e mescolarlo alla ricotta insieme a metà del parmigiano grattugiato. Insaporire con sale e pepe. Coprire e tenere in frigo almeno per 1 ora.

Al momento di preparare i ravioli tagliare il panetto di pasta in piccoli pezzi e preparare delle sfoglie piuttosto sottili con la macchinetta. Io ho iniziato dalla posizione 1 del rullo per arrivare alla 5 ( penultima). Stendere le strisce di sfoglia e al centro di ognuna disporre delle piccole noci di impasto distanziate di 5/6 cm. Coprire con un’altra striscia di sfoglia e con un piccolo coppapasta formare i ravioli tondi premendo leggermente per far uscire l’aria dall’interno. Con una forchetta chiudere bene i bordi . Spolverizzare con farina e tenere da parte su un vassoio al fresco. Si possono tenere in frigo un giorno prima di servirli ma possono anche essere conservati in freezer se si preparano con largo anticipo.

Preparare la fondutina di piselli: far bollire l’acqua di cottura degli asparagi tenuta da parte ( in caso contrario mettere a bollire dell’acqua salata) e buttarvi i piselli finché sono diventati teneri. Tenere da parte una tazza di acqua di cottura poi scolare i piselli. Far scaldare la panna senza farla arrivare a bollore. Unirla ai piselli e all’altra metà del parmigiano grattugiato e frullate con un frullatore a immersione, aggiungendo un po’ d’acua di cottura dei piselli se la fonduta non risultasse abbastanza fluida. Insaporire eventualmente con sale e pepe. Per avere una fondutina più velluatata passarla al setaccio. Tenere da parte al caldo

Nel frattempo far rosolare le punte degli asparagi nel burro insieme a un paio di cucchiai di acqua di cottura

Far cuocere i ravioli per pochi minuti e una volta scolati farli saltare nel burro e le punte di asparagi

Disporre sul fondo del piatto la fondutina di piselli aiutandosi con un cucchiaio, distribuire i ravioli, le punte d’asparagi e i fiori eduli

 

fogliolina Calamarata con acciughe al verde, finocchio e pistacchi

Non avevo mai provato  ad abbinare il finocchio, che amo solo crudo, alle acciughe anche se a pensarci il finocchietto col pesce sta benissimo. Ieri però mi é arrivato questo suggerimento da Samanta Cornaviera, bravissima blogger , che ha postato una ricetta di La Cucina Italiana del 1932.

Non avendo in casa tutti gli ingredienti della ricetta originale ho fatto qualche cambiamento, ma il risultato mi è piaciuto molto . Una pasta con le acciughe bilanciata e amalgamata dal gusto fresco della crema di finocchio . L’aggiunta di pistacchi l’ha resa ancor più mediterranea

per 2 persone

180 gr di pasta calamarata

6 acciughe in salsa verde

1/2 finocchio

2 cucchiai di briciole di pane

1 manciata di pistacchi

1 limone non trattato

olio evo qb

 

Tagliare il finocchio a dadini e farlo cuocere in acqua bollente salata finché è diventato morbido. Poi frullarlo insieme a un po’ di acqua di cottura per creare una cremina. Tenere da parte

In una padella antiaderente far tostare le briciole di pane con un filo d’olio insieme ai pistacchi ridotti a pezzettini. Tenere da parte

Nel frattempo far cuocere la pasta piuttosto al dente.

Intanto che la pasta cuoce far sciogliere le acciughe in salsa verde* a fuoco dolce con un paio di cucchiai  d’olio poi aggiungere la crema di finocchi e amalgamare il tutto.

Scolare la pasta e versarla nella padella con la crema d’acciughe. Impiattare completando con le briciole di pane e pistacchi e una spolverata di buccia di limone grattugiata

* in mancanza di acciughe al verde si possono utilizzare acciughe sott’olio e abbondante prezzemolo tritato

 

fogliolina Vellutata di topinambur con mini canederli

“Una vellutata al giorno toglie il medico di torno”, questo potrebbe essere il mio motto visto che d’inverno è il mio piatto preferito. Le vellutate infatti sono facili e veloci da preparare, sia con una pentola a pressione come faccio io, sia con un tegame normale. E poi tra pochi giorni è Natale ed è meglio affrontarlo un po’ leggeri.

I prossimi giorni cucinerò molto e dato che ho trovato questi mini canederli all’Esselunga,  mi sono risparmiata di prepararli in casa. Un piccolo aiutino, sono perdonata? Tra l’altro sono anche buoni, saporiti e morbidi

per 4 persone 

 

2 patate medie

300 gr di topinambur

1 porro piccolo

700 ml di brodo vegetale ( 1 lt se non si usa la pentola a pressione)

2 o 3 cucchiai d’olio evo

sale e pepe qb

12 minicanederli allo speck ( si trovano da Esselunga).

 

Far rosolare a fiamma medio bassa in un cucchiaio d’olio evo il porro lavato e tagliato a rondelle.

Aggiungere le patate e i topinambur sbucciati e tagliati a pezzi grossolani.

Versare il brodo ( o acqua e dado vegetale bio) nella pentola a pressione e chiudere il coperchio. Cuocere 15 minuti dal fischio tenendo la fiamma non troppo alta.

Se si prepara in una pentola normale i passaggi sono gli stessi ma si continua la cottura a fiamma media per circa 30 minuti, o comunque finché le verdure sono diventate tenere.

Si frulla con frullatore a immersione e si aggiusta eventualmente di sale. Se la vellutata non fosse sufficientemente densa si fa restringere ancora qualche minuto a fiamma media. Durante gli ultimi tre minuti si buttano anche i canederli per scaldarli.

Servire la vellutata sul fondo dei piatti completando con tre canederli a testa, aggiungere un po’ di olio a filo e una macinata di pepe nero

 

fogliolina Vellutata di pane e topinambur con gamberoni

Ho da poco acquistato il Monsieur Cousin Plus, anche conosciuto come il Bimby della Lidl, e lo sto testando un po’. Questa è una ricetta non inserita nel libro allegato ma avevo voglia di recuperare un po’ di pane raffermo che avevo in dispensa e da qualche giorno pensavo appunto a una vellutata di pane, rivisitazione di un piatto che si faceva spesso a casa mia da piccola. Ho aggiunto anche dei topinambur che avevo in frigo per dare più sapore e dei gamberoni per renderlo un piatto unico , come suggerito in una ricetta presa dal sito  www.tremuffineunarchitetto.it della bravissima Angela Simonelli.

 

per 4 persone

1 porro piccolo
3 o 4 topinambur
150 gr pane raffermo
500 ml brodo vegetale
Sale e pepe bianco qb
3 cucchiai olio evo
12 gamberoni freschi
Limone qb
Zenzero fresco 2 o 3 cm ( facoltativo)
Sesamo nero qb
Preparare i gamberoni: sgusciarli e togliere il budello dorsale, sciacquare e far asciugare. Sistemarli in una ciotola insieme a un cucchiaio d’olio, qualche goccia di limone, un pizzico di sale e pepe bianco. Volendo si può aggiungere del succo di zenzero che si ottiene  grattuggiando un pezzetto di 2 cm di radice sbucciata e poi schiacciata tra due cucchiai . Tenere i gamberoni coperti in frigo
Per la vellutata con MCP: Tagliare a rondelle il porro e inserirlo nella caraffa con 1 cucchiaio d’olio e i topinambur spellati e tagliati a pezzi grossolani.
Mettere il coperchio e impostare il tasto rosolatura. Alla fine del programma aprire il coperchio e inserire il pane raffermo tagliato a pezzi insieme al brodo vegetale. Coprire e far cuocere a 90 gradi velocità 1 per 15/20 minuti. Terminata la cottura frullare il tutto col tappo inserito passando gradualmente dalla velocità 2 alla 7.
In pentola normale: si può procedere ovviamente alla cottura tradizionale della vellutata in pentola iniziando a rosolare porri e topinambur in poco olio a fiamma bassa, poi si aggiunge il pane a pezzi e 750 ml di brodo ( invece di 500 come per il MCS). Si copre e si continua la cottura per 15/20 minuti. Si frulla con frullatore a immersione incorporando un po’ di olio evo a filo, poi si aggiusta eventualmente di sale e pepe bianco. Se la vellutata risultasse troppo liquida  farla addensare cuocendola scoperta ancora qualche minuto.
Nel frattempo scaldare bene una padella antiaderente e far saltare i gamberoni a fiamma vivace, insieme al loro succo, due o tre minuti per parte.
Al momento di servire aggiungere un po’ di olio a filo alla vellutata calda, cercando di “montarla” con un frullatore a immersione.
Disporre la vellutata sul fondo dei piatti e guarnire coi gamberoni appena preparati. Decorare con del sesamo nero e un filo d’olio evo

 

fogliolina Crema fredda di pesche,patate e peperoni

Questa ricetta arriva dalla Spagna, dove è conosciuta come “crema fria de melocotòn”. Mi ha colpito l’utilizzo della frutta insieme alle verdure e devo dire che, pur avendo fatto un minimo di cambiamenti, il risultato è stato davvero gustoso e particolare

Per due persone 

 

100 g di pesche gialle 

100 g di porri 

100 g di patate 

100 g di peperoni rossi 

2 fette di pane raffermo

sale pepe qb

un pezzetto di 3 cm di zenzero sbucciato

olio e.v.o 3 o 4 cucchiai

Sbucciare le pesche e le patate, lavare il peperone e tagliare tutto a pezzetti. Tagliare a rondelle la parte bianca del porro e unire tutto in un tegame, insieme anche allo zenzero e a due cucchiai di olio. Far rosolare qualche minuto, poi togliere lo zenzero. Salare e pepare poi aggiungere circa 750 ml di acqua tiepida ( circa 500 ml se si usa la pentola a pressione).

Cuocere finché le diverse parti sono diventate tenere. Frullare con frullatore a immersione e regolare eventualmente con sale e/o pepe.

Tagliare a dadini il pane e farlo tostare con poco olio. Come alternativa più saporita si potrebbero usare come topping delle listarelle di prosciutto crudo tostato.

Servire la crema fredda con crostini di pane o prosciutto e un po’ di olio a filo

fogliolina Melanzane coi pomodorini Ottolenghi style

Quando vedo le melanzane mi viene sempre in mente la copertina di “Plenty”, famoso libro di ricette vegetariane di Yotam Ottolenghi, chef che non ha certo bisogno di presentazioni. E questa volta ho voluto replicare la ricetta, se non proprio negli ingredienti che ho variato un po’, almeno nei colori così vivaci e mediterranei.

Il piatto è semplice ma di sicuro effetto anche quando si hanno ospiti. Se pomodorini, olive e basilico rappresentano gli ingredienti base, a parte ovviamente le melanzane che secondo me sono più adatte nella varietà lunga, per il resto ci si può sbizzarrire un po’ …come si fa anche con la pizza del resto!

melanzane con pomodorini Ottolenghi style

 

per 2 persone

2 melanzane lunghe grandi o 4 piccole

15 pomodorini ciliegini

1 cucchiaio di capperi dissalati

1/2 confezione di feta

basilico qualche foglia

olio e.v.o 4 cucchiai ca

sale,pepe qb

origano qb

aglio qb

feta qb

 

Lavare le melanzane e tagliarle per il lungo. Col coltello incidere dei tagli obliqui nella polpa senza intaccare la buccia. Mettere le melanzane su una teglia rivestita di carta forno , con la parte tagliata verso l’alto. Salare e oliare leggermente e infornare a 200 gradi per 15 minuti circa.

Nel frattempo tagliare i pomodorini ( volendo si possono eliminare i semini ma di solito io li tengo), versarli in una ciotola con capperi dissalati, olive, due o tre spicchi d’aglio tagliati a metà, basilico e origano . Condirli con un pizzico di sale e olio evo, mescolare bene e distribuirli  sulle melanzane tolte dal forno. Alla fine aggiungere anche la feta sbriciolata e volendo ancora un po’ di olio a filo.

Infornare sempre a 200 gradi e cuocere per 30/40 minuti

 

 

fogliolina Spaghetti alla chitarra alla crema di fave, gamberi e speck croccante

Questa é una ricetta che avevo pensato per uno dei corsi di cucina che tenevo tempo fa a Milano. Chissà perché non l’ho mai rifatta a casa e postata! Eppure è uno di quei piatti che danno soddisfazione perché piacciono un po’ a tutti, magari non da fare tutti i giorni visto che prevede un tot di passaggi anche se di semplice esecuzione.

É un primo piatto di sostanza, non consueto, dove sono dosati i sapori, dalla dolcezza dei gamberi alla sapidità dello speck passando attraverso l’avvolgenza del pesto di fave, adatto quando si hanno ospiti e si ha voglia di preparare qualcosa di diverso….

Se non è stagione di fave fresche di può ricorrere a quelle surgelate e se non piace lo speck ( io lo amo perché sono mezza altoatesina!) lo si può sostituire con prosciutto crudo o con pancetta affumicata

 

Ps la ricetta originale non prevedeva l’aggiunta di mazzancolle, ma era completata da una dose di pecorino romano unito sia grattato alla crema di fave che in scaglie alla presentazione del piatto.

 

Dosi per 4 persone

300 gr spaghetti alla chitarra ( o spaghetti normali, meglio se di Gragnano)

300/400 gr di fave fresche già sgranate

80 gr di speck

12/15 mazzancolle

2 manciate di foglie di basilico

1/2 limone

10 cm ca di radice di zenzero fresca

80 ml ca di olio evo

Sale e pepe qb

Far sbollentare per 3/4 minuti le fave in acqua non salata, poi scolarle e togliere la buccia ( questa è l’operazione più noiosa di tutte). Tenere da parte

Sgusciare le mazzancolle, togliere il budellino nero sul dorso, tagliarle a pezzetti tranne 4 che vanno lasciate intere per decorare i piatti. Versarle in una ciotola e condirle con olio, sale, pepe, una spruzzata di limone e il succo dello zenzero ottenuto schiacciando tra due cucchiai lo zenzero grattugiato . Coprire le mazzancolle condite e tenere in frigo.

Frullare le fave in un robot da cucina insieme  a metà delle foglie di basilico lavate e asciugate , a un cucchiaio circa di succo di limone e a metà dell’olio rimasto. Aggiustare di sale e pepe e tenere da parte a temperatura ambiente.
Mettere a bollire una pentola d’acqua capiente e nel frattempo , in una padella antiaderente, far rosolare a fiamma vivace lo speck tagliato a listarelle  finché diventa croccante .

Dopo aver tolto lo speck, nella stessa padella far saltare velocemente a fiamma alta le mazzancolle , sia a pezzetti che intere insieme al loro sughino.
Salare l’acqua che sta bollendo e buttare la pasta . Conservare un paio di mestoli di acqua di cottura per diluire la crema di fave.

Nel frattempo, con l’olio e il basilico rimasti preparare un pesto leggero con un frullatore a immersione.

Versare la crema di fave in una ciotola capiente e diluirla con un po’ dell’acqua di cottura perché diventi fluida ed avvolgente. Aggiungere anche le mazzancolle a pezzetti, tenendo da parte quelle intere.

Scolare la pasta e versarla immediatamente nella ciotola con la crema di fave e mazzancolle  mescolando bene. Se dovesse essere troppo asciutta aggiungere ancora un po’ d’acqua di cottura calda e/o olio.

Impiattare guarnendo ogni porzione con qualche listarella di speck croccante, la mazzancolle intera e qualche goccia di pesto leggero al basilico

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