Gnudi agli agretti

Lo so che gli gnudi si fanno con gli spinaci, ma spinaci non ne avevo e la ricotta andava mangiata entro oggi. Per cui ho optato per gli agretti, altra verdura verde che cerco sempre di avere in frigo appena appare sulle bancarelle, insieme agli asparagi. I mercati di questi tempi non si possono frequentare  ma alcuni tra i titolari di bancarelle più organizzati si sono attrezzati per le consegne e quindi riesco ad avere verdura e frutta fresca in frigo come in tempi normali. E per fortuna, visto che la mia cucina si basa principalmente su questi alimenti.

Per tornare quindi agli gnudi li ho dovuti preparare con gli agretti, o barba di frate di cui avevo già scritto in altri post, che forse si prestano meglio ad essere mangiati da soli ma che stanno bene anche in questa ricetta.

Non sto a scrivere la ricetta del sugo di pomodoro, ognuno lo prepari come vuole, io ho usato della passata bio, olio, sale e basilico. Qualcosa di semplice e leggero. Nulla toglie che si possano condire anche con burro e salvia, ma io il burro se posso lo evito. Buon appetito

per 16 gnudi ca

 

300 gr ricotta fresca

1 mazzetto di agretti ben puliti

1 scalogno piccolo

1 uovo

2 cucchiai di parmigiano grattato + quello per l’impiattamento

4 cucchiai ca di farina

olio qb

sale,  noce moscata qb

sugo al pomodoro

 

Pulire bene gli agretti e togliere loro la radichetta ( se non li trovate già puliti questa è l’operazione più noiosa di tutte perciò cambiate frequentemente l’acqua).

Far appassire lo scalogno tagliato sottile in un cucchiaio d’olio finché è diventato trasparente. Aggiungere gli agretti e mettere il coperchio continuando la cottura a fiamma medio/bassa. Insaporire con un po’ di sale (ma non troppo) e mescolarli delicatamente aggiungendo un paio di cucchiai di acqua se necessario. In pratica gli agretti vengono cotti stufandoli. La cottura si completa in circa 15 minuti, quando sono diventati teneri ma ancora croccanti. Tenere da parte

In una ciotola mescolare la ricotta ben asciutta ( in caso contrario farla sgocciolare un po’ in un colino a maglia fitta) , gli agretti sgocciolati anch’essi e tritati, l’uovo, il parmigiano,  il sale e la noce moscata. Mescolare bene e aggiungere la farina un po’ per volta, quanto basta per rendere l’impasto malleabile anche se morbido. Il resto della farina servirà per formare le palline. Meno farina si riesce ad aggiungere all’impasto più buoni saranno gli gnudi.

Coprire la ciotola e metterla in frigo fino al momento dell’utilizzo.

Formare gli gnudi infarinando bene le mani e formando delle palline o delle querelle di 4 o 5 cm di diametro. Far bollire l’acqua, salarla e immergervi delicatamente gli gnudi a uno a uno aiutandosi con un cucchiaio.

Dopo pochi minuti, quando vengono a galla, toglierli dall’acqua con un mestolo forato facendoli sgocciolare bene. Servire con un sugo semplice di pomodoro oppure passandoli delicatamente in burro e salvia appena dorati.

Spolverizzare con parmigiano grattato

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