Marmellata di kumquat o mandarino cinese

Da noi il mandarino cinese ( Fortunella japonica) o kumquat è coltivato soprattutto come pianta ornamentale ma in Asia il suo frutto piccolo e allungato, di colore arancio e dalla buccia liscia, è comunemente utilizzato a tavola.

A me piacciono molto entrambi, sia la pianta che come tutti gli agrumi ci rallegra nella stagione fredda, sia il frutto acidulo e molto profumato che mi piace mangiare fresco  con lo stesso entusiasmo con cui si assaggiano le olive ad un aperitivo.

Una mia amica pochi giorni fa mi ha fatto assaggiare la marmellata di kumquat preparata da lei e non ho saputo resistere alla tentazione di cimentarmi anch’io, pur sapendo a cosa stavo andavo incontro. La preparazione infatti  è piuttosto lunga e noiosa perché bisogna togliere tutti i semi prima della cottura ( e non sapete quanti ce ne sono) ma il risultato vale lo sforzo, ve lo assicuro. A patto comunque che vi piacciano le marmellate asprigne! Io non ho reso omogenea la consistenza perché mi piace sentire all’assaggio i pezzetti di frutto, in caso contrario si può frullare la marmellata  a circa 5/10 minuti dalla fine con l’apposito frullatore a immersione.

 

marmellata di kumquat o mandarini cinesi

 

per 4 vasetti da 125 ml ca

1 kg di kumquat

500 gr di zucchero

2 cucchiai di bicarbonato

 

Prima di preparare la marmellata bisogna mettere a mollo i kumquat in acqua per qualche ora. Io ho pensato di utilizzare l’acqua calda che esce dal rubinetto ( intorno ai 40/45°) e di aggiungere nella bacinella molto capiente anche un paio di cucchiai di bicarbonato in modo da lavare bene i frutti e togliere ogni residuo di sporco. Dopo circa tre o quattro ore ho anche spazzolato leggermente la buccia con uno spazzolino pulito e li ho sciacquati e asciugati.

Ora viene la parte più lunga e noiosa: tagliare a metà i frutti e togliere pazientemente i semini tenendoli da parte. Io ci ho messo una mezz’ora abbondante. Da ogni metà ricavare infine tante fettine piuttosto sottili e metterle a cuocere in una casseruola antiaderente insieme allo zucchero tenendo la fiamma a potenza medio bassa. Chiudere i semini tenuti da parte in una garza e metterli a cuocere insieme al resto, serviranno a produrre più pectina. Io mi sono accorta di non avere in casa una garza pulita quindi ho racchiuso i semi negli infusori d’acciaio per il tè.

Controllare la cottura mescolando di tanto in tanto, la marmellata deve solo sobbollire delicatamente. Dopo circa 30/40 minuti dovrebbe essere pronta…non ho fatto la prova piattino perché lasciando le fettine intere queste non si amalgamano bene al sughetto che si forma. Una volta invasata però la consistenza diventa più solida. Nulla vieta, a tre quarti della cottura, di frullare il tutto per una consistenza più omogenea. A me però piace molto sentire i pezzi di frutta sotto ai denti, soprattutto nel caso degli agrumi in cui la buccia rimane sempre un po’ tenace.

Alla fine invasare la marmellata calda nei vasetti sterilizzati e asciutti. Coprire e capovolgere finché si sono raffreddati formando il vuoto.

 

 

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