Una pianta,una storia, una ricetta: il melograno

Presente sulle tavole natalizie , frutto benagurante e simbolo di fertilità e abbondanza, il melograno ( Punica granatum) è pianta frugale che proviene dai Paesi più aridi . Pare sia stato il  primo tra i frutti ad essere addomesticato , nelle  regioni del nord della Persia , sua regione d’origine, dove si erano ottenute prolifiche talee da piante spontanee e frutti succosi e rinfrescanti . La “granatina” , il succo ottenuto da questo frutto generoso, veniva mescolata alla neve delle montagne persiane , per farne i primi sorbetti . Un frutto che spaccandosi rivelava il suo tesoro di chicchi succosi simili a preziose granate , non poteva non entrare immediatamente nel mondo della mitologia . Nel Cantico dei Cantici ( 4,12-13 ) se ne evidenzia il forte valore simbolico di ” eterno femmino” assimilato ad un giardino , per il richiamo immediato alla donna, al grembo, alla vulva. In Israele il calice fiorale che persiste sul frutto in forma di corona , divenne il simbolo regale di Salomone e da allora in poi di quello di tutti i re. Ancora oggi le spose in Iran pestano coi piedi un frutto di melograno in un atto propiziatorio di fecondità. Per il cristianesimo questo frutto è invece il simbolo di castità della Vergine Maria, oltre che di unità e fedeltà della chiesa.

gelatina-di-melagrana

Gelatina di melagrana

1,5 kg ca di melagrane

350 gr ca zucchero semolato

1 busta di fruttapec 3:1

Sgranare le melagrane e tenere da parte solo i semi succosi cercando di evitare la parte bianca amara. Ricavare il succo con una centrifuga o un passaverdure . Pesare il succo ricavato ( che dovrebbe corrispondere a circa 1 kg) e calcolare circa un terzo del peso in zucchero ( che dovrebbe corrispondere a circa 350 gr ) . Versare succo e zucchero in una pentola antiaderente e portare a bollore . Aggiungere il fruttapec e cuocere a fiamma bassa circa 10 minuti . Lavare bene i vasetti di vetro , bagnarli e inserirli senza coperchio nel microonde alla massima potenza per 3/4 minuti per sterilizzarli. Versare la gelatina calda nei vasetti, coprirli e capovolgerli a testa in giù finché si sono raffreddati . In questo modo si creerà il sottovuoto e potranno essere conservati per qualche mese in luogo fresco

pianta-di melogranoUn po’ di nomenclatura: melograno significa melo con i semi,  granatum,   mentre il nome del genere, Punica l’hanno dato i Romani perché pensavano che la pianta provenisse  dalle coste tunisine  . In spagnolo granada indica il melograno e la città di Granada ha infatti questo frutto nel suo stemma. In inglese si chiama  “Pomegranate”, in tedesco “Granatapfel” (mela coi semi). In inglese antico invece  “apple of Grenada” (mela di Granada).

Se si pensa poi che il melograno è ricco di di potassio e di altri microelementi, oltre che di vitamine , di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie ,  ed ha una forte azione diuretica e drenante dovremmo convincerci a consumarlo non solo durante le feste natalizie. Ecco allora una ricetta per conservarlo un po’ più a lungo , consumandolo a colazione su una fetta di pane o come accompagnamento a formaggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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